A Campli i rifiuti degli altri Comuni, sindaco: «inaccettabile»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1859

CAMPLI. Al momento nel comune di Campli non è attivo un servizio di conferimento rifiuti con il sistema della raccolta differenziata porta a porta.*DIPENDENTI SOGESA SENZA STIPENDIO

Quasi tutti i comuni confinanti, invece, hanno attivato questo servizio.

«La nuova amministrazione comunale appena insediata», spiegano il sindaco Gabriele Giovannini e l'assessore all'Ambiente Maurizio Di Stefano, «ha sollecitato da subito la Comunità Montana della Laga, che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti nei comuni dell’area interna, ad avviare le procedure per attivare il porta a porta».

Attualmente però lungo tutte le strade del Comune di Campli sono presenti molti cassonetti per la raccolta dei rifiuti indifferenziati. Di recente si è riscontrato che molti di questi cassonetti, dislocati nelle vicinanze dei confini comunali, come quelli collocati nella zona della Traversa (Bivio Campli), Pagannoni, Sant’Onofrio e Floriano, sono stracolmi di rifiuti, nonostante vengono svuotati frequentemente.

Da alcuni accertamenti condotti dalla Polizia Municipale di Campli è risultato che questi cassonetti sono usati anche da utenti di altri Comuni, che per evitare il servizio di raccolta differenziata porta a porta attivo sul loro territorio, si spostano di pochi chilometri e gettano i propri rifiuti nei cassonetti presenti nel comune di Campli.

«Questo comportamento», continuano Giovannini e Di Stefano, «oltre ad essere vietato, denota uno scarso rispetto delle regole convivenza civile e fa si che spese aggiuntive vadano a gravare sulle tasche dei cittadini di Campli, che devono sostenere lo smaltimento di un maggiore quantitativo di rifiuti e quindi di costi».

A questo si aggiunge che di recente il Consorzio MO.TE. ha rideterminato la tariffa per il trattamento e il conferimento dei rifiuti in discarica, che ha raggiunto il costo di 194 euro a tonnellata, uno dei più alti finora applicati.

Basti pensare che nella vicina zona di Ascoli Piceno il costo è di 80 euro circa, mentre nella regione Molise è di 60 euro circa.

«Questo comporta», spiega il sindaco, «che gli utenti teramani e più in generale quelli abruzzesi, sono costretti a sostenere spese per lo smaltimento dei rifiuti di due, tre volte, superiori a quelli sostenuti dagli utenti delle regioni confinanti. Inoltre i cittadini camplesi sono ancora più penalizzati, perché gravati anche da ulteriori costi per lo smaltimento dei rifiuti prodotti da alcuni cittadini residenti nei comuni confinanti».

Questa è una situazione che l’amministrazione comunale di Campli ritiene «non più tollerabile» e pertanto ha incaricato il Comando della Polizia Municipale di avviare una serie di controlli mirati ad individuare i responsabili di «tali inaccettabili comportamenti, che saranno puniti con l’applicazione delle pesanti sanzioni pecuniarie stabilite dalle norme di legge vigenti».

15/11/10 10.55

[pagebreak]

DIPENDENTI SOGESA SENZA STIPENDIO

TERAMO. Gli operai di Sogesa non hanno percepito l'ultimo stipendio che a quanto pare è da percepire a data ancora da definire. 

La situazione si complica e Marco Borgatti, portavoce Federazione della Sinistra annuncia: «noi non accetteremo né una liquidazione del Cirsu, dopo i milioni di euro in esso gettati negli anni, né una soluzione che, pur sotto la contingenza, svenda ai privati un patrimonio industriale immenso per la nostra provincia quale è il polo di Grasciano».

La Federazione della Sinistra di dice pronta a sostenere i lavoratori Sogesa «in ogni loro iniziativa».

Per Borgatti ad oggi «le casse esangui dei comuni Cirsu non hanno la forza per una ricapitalizzazione degna del nome» e i sindaci del consorzio «devono farsi portavoce per una soluzione che coinvolga l'intera provincia di Teramo».

Ormai i debiti sono milionari e Cirsu e Sogesa sono sull'orlo del baratro della liquidazione. «Dov'è il Partito Democratico, ancora oggi maggioritario nel consorzio?», chiede Borgatti. «Dov'è l'ente Provincia, cui a partire da marzo toccheranno le strategiche prerogative che sono oggi dell'Autorità d'Ambito?  Silenzio di tomba, mentre a farne le spese rimangono gli operai e i cittadini. Si muovano i sindaci del Pd a trovare una “quadra” e a portare avanti con forza un piano che in prospettiva possa federare il teramano».

La Federazione della Sinistra chiede di fermare gli aumenti «spacciati per servizi di porta a porta inesistenti» o con urlatori da campagna elettorale, «i cittadini hanno il diritto di avere un servizio degno a una tariffa equilibrata e se ciò oggi non è una realtà la colpa è di amministratori quanto meno “poco attenti”».

La proposta di unire i 47 comuni del teramano resta per Borgatti «l'unica soluzione, fattibile, presentata e chiediamo il coraggio ai nostri amministratori di portarla avanti per uscire dalla crisi».

15/11/10 10.41