Cantiere nell'Oasi Wwf, Caserta: «procura faccia chiarezza»

Alessandro Biancardi

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ATRI. Un esposto è stato presentato dall'associazione nel 2009 sulla questione del cantiere dell'edificio in costruzione nella Riserva e Oasi WWF dei Calanchi di Atri.

 

L'associazione, assieme ad Italia Nostra, si è attivata a novembre 2008 sulla vicenda, chiedendo spiegazioni al Comune. Successivamente, attraverso un approfondito accesso agli atti, il Wwf ha preparato e inviato l'8 maggio 2009 una nota molto dettagliata, firmata anche da Italia Nostra, in cui si contestavano diversi aspetti del progetto e in particolare il fondamento stesso dell'opportunità di accedere alla procedura relativa alla ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione, e, cioè, l'esistenza del manufatto al momento della richiesta di concessione edilizia.

Infatti, il Testo Unico dell'Edilizia  e numerose sentenze della giustizia amministrativa hanno stabilito che il manufatto da ristrutturare deve essere esistente al momento della richiesta e che la procedura di ricostruzione deve seguire immediatamente la demolizione (unitarietà dell'intervento), altrimenti si tratterebbe di nuova costruzione, vietata nella riserva (la ristrutturazione è, invece, consentita). La nota delle associazioni era corredata da immagini fotografiche e a riferimenti alle foto aeree del 1954 e del 1994 scovate con una lunga ricerca dalle associazioni.

Tale documentazione supportava i dubbi del Wwf. Questa lettera, oltre che al Comune di Atri, veniva inviata anche alla Regione Abruzzo, ufficio Parchi, alla Sovrintendenza ai Baaas, al Corpo Forestale dello Stato e alla Provincia di Teramo. Le associazioni si riservavano ulteriori azioni da intraprendere.
«L'ufficio tecnico del Comune di Atri», commenta Dante Caserta, consigliere nazionale del Wwf, «a seguito delle prime segnalazioni del novembre 2008, ci ha comunicato il 16/05/2009 di aver immediatamente sospeso i lavori con un'ordinanza e di aver verificato l'esistenza di un abuso parziale. Per quest'ultimo ha emesso ordinanza di demolizione».

Queste due ordinanze sono state inviate, secondo l'ufficio tecnico del Comune, alla Procura della Repubblica competente. Inoltre, a seguito dell'esposto del Wwf più dettagliato dell'8 maggio 2009, l'ufficio tecnico del Comune «ci ha inviato», continua Caserta, «un parere pro-veritate di un avvocato che sosteneva la correttezza delle procedure amministrative seguite dal comune, sulla 
base dei documenti presentati dal committente. In ogni caso il Comune ci ha comunicato il 22/06/2009 che, su suggerimento del legale, copia dell'esposto delle associazioni è stata inviata anche alla Procura della Repubblica competente, anticipando quello che avevamo paventato. A 
questo punto attendiamo dalla Procura un chiarimento sui fatti anche per verificare se i nostri dubbi circa la documentazione che è a corredo del progetto siano fondati».

08/11/2010 9.44