Bike sharing, i dubbi di Forti: «ma se non c'è nemmeno una pista ciclabile»

Alessandro Biancardi

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ROSETO. Se il Comune si candida per intercettare i fondi ministeriali per l’avvio del sistema di Bike Sharing Forti protesta: «ma se non abbiamo nemmeno una pista ciclabil».

Ieri l'amministrazione comunale aveva annunciato di puntare ai fondi assegnati dal Ministero per il servizio di ‘bici in prestito’ di tipo misto, costituito da biciclette elettriche e tradizionali, alimentato con una pensilina fotovoltaica con caratteristiche tecniche compatibili con quelle degli altri Comuni costieri.

Questo per poter garantire il prelievo della bicicletta in una stazione di un Comune e il rimessaggio nella stazione di un altro Comune.  Il progetto di “Bici in prestito” ha trovato anche il sostegno del Coordinamento per le Politiche Giovanili che ha continuamente sensibilizzato l’amministrazione su questi temi.

Le stazioni saranno dislocate in vari punti della città a sud nell’area degli impianti sportivi, nei pressi del pontile, in Piazza della Stazione, in Piazza della Repubblica, sul lungomare nord e a Cologna Spiaggia.  Il progetto inoltre lavori per il collegamento della pista ciclabile tra Roseto e Pineto con la realizzazione del tratto ciclabile sul lungofiume Vomano.

Ma si dice stupito delle dichiarazioni dell'amministrazione pubblica Giovanna Forti del Comitato Città per Vivere: «a Roseto non abbiamo uno straccio di pista ciclabile che possa chiamarsi tale in quanto funzionale a collegare non solo tutta la città nostra (lineare e pianeggiante) , ma neanche il centro con il nord, nemmeno il centro con il sud, tanto meno con la frazione di Cologna Spiaggia. A Roseto», insiste Forti, «i ciclisti sono costretti a fare lo slalom sui marciapiedi, tra i tavoli di Bar, Pizzerie e Ristoranti, le carrozzelle e i pedoni, essendo non percorribile la statale 16 Adriatica rigurgitante di traffico veicolare cittadino e di lunga percorrenza . Per non parlare delle vie interne, vere e proprie camere a gas, strette con pendenze, pozzi e pozzetti, macchine parcheggiate, praticamente impercorribili da ciclisti e pedoni ( marcia piedi a singhiozzo e strettissimi)».

«A Roseto», chiude l'esponente del Comitato, «tra l'altro, c'è già un servizio di Bike Sharing che non funziona, proprio in mancanza di piste ciclabili che siano funzionali e sicure specie d'estate, quando il traffico veicolare si moltiplica e rende caotica e invivibile la intera Città».

 28/10/2010 13.55