Emergenza rifiuti, il piano della Sinistra per correre ai ripari

Alessandro Biancardi

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ROSETO. L'emergenza dei rifiuti può essere risolta solo attraverso una presa di coscienza dell'intera provincia di Teramo rendendola autonoma e competitiva in materia di rifiuti.

 

 

E' la richiesta della Federazione della Sinistra di Roseto che ha inviato ai 47 sindaci del comprensorio teramano, al presidente della Provincia e al presidente del Cirsu un piano per far uscire la provincia dall'emergenza. La proposta si articola in due fasi, una a breve e una a medio-lungo termine.

La crisi finanziaria del Cirsu infatti potrebbe ben presto rivelarsi solo la punta dell'iceberg che rischia di far affondare i bilanci di tutti i 47 comuni della provincia di Teramo e solo con un intervento unitario di tutte le istituzioni teramane si può rendere efficiente il sistema rifiuti.

Nell'immediato si chiede una deroga al presidente Chiodi per conferire i rifiuti in discariche fuori regione dove le tariffe «sono quasi la metà di quelle imposte dal Sistema Di Zio in Abruzzo». «Si tratterebbe», spiegano dalla Federazione della Sinistra, «di una soluzione tampone, della durata di pochi mesi che darebbe fiato alle casse comunali».

Si calcola circa un milione di a trimestre. A lungo termine, invece, si pensa all'ingresso nell'azionariato Cirsu di tutti i 47 comuni del teramano, «rendendo così l'intera provincia proprietaria degli impianti di Grasciano e della nuova discarica pubblica (unica in Abruzzo)». 

Le proporzioni di ingresso sono già stabilite: «sono i millesimali decisi due anni fa per la costituzione dell'AdA. L'ingresso di nuovi soci permetterebbe di effettuare nuovi investimenti sui macchinari che, grazie al loro numero, comporterebbero la spesa di cifre assolutamente sopportabili».

«La forza dell'idea è la sua semplicità», ammette Borgatti. «Risparmiare sui costi nell'immediato portando i rifiuti fuori regione dove le tariffe sono inferiori, successivamente far entrare,come azionisti,tutti i comuni della Provincia nel Cirsu potendo così ricapitalizzare e rendere operativi tutti gli impianti,ora fermi perché non funzionanti, trattando così i rifiuti autonomamente a Grasciano facendo finalmente partire la raccolta differenziata grazie a un impianto in grado di trattare e rivendere la plastica,il vetro e il compost frutto del processo di riciclo in loco»

«La Deco», continua la federazione di sinistra, «non ha interesse a rendere realmente autonoma e competitiva la nostra provincia. Perchè la Deco dovrebbe creare una valida alternativa, magari pubblica, ai propri impianti?»

20/10/2010 12.49