Scricchiola la maggioranza del sindaco Brucchi sull’urbanistica

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Manca il numero legale, si squaglia la maggioranza di 26 consiglieri che sostiene il primo cittadino Maurizio Brucchi.

 

Un consiglio comunale da dimenticare per il centrodestra che al suo interno non riesce a trovare la quadra su alcuni temi delicati e sensibili.

Non si tratta di casualità o un incidente di percorso per l’opposizione che gongola e si sfrega le mani.

«Questa maggioranza», sostengono in una nota l’Unione Comunale e Gruppo Consigliare Pd di Teramo, «non riesce a garantire i numeri per trattare importanti argomenti urbanistici, oltre a una dovuta rivisitazione dei parametri Ici fortemente voluta dal Partito Democratico».

Sette consiglieri di maggioranza erano assenti e questo rappresenterebbe certamente per il Pd «l’evidente palesarsi di sordi conflitti interni e di insoddisfazioni che rispecchiano, tra l’altro, le spaccature nazionali e regionali del PdL, i misteri della Te.Am e la totale inefficacia di questa maggioranza di fronte alla crisi grave che la città di Teramo vive in tutti i suoi comparti (in primis quello del commercio)».

Già perché tema non secondario è l’avviso di garanzia al sindaco Brucchi sulle vicende della Team nell’ambito della inchiesta sui rifiuti di Pescara. A questo si aggiungano le domande senza risposte sulla passata attività e sugli affidamenti diretti della società che si occupa anche della pulizia urbana. Qualcuno anche all’interno del centrodestra inizia dunque a nutrire qualche sospetto?

Il Partito Democratico, dopo aver garantito numerose volte il numero legale ed evidenziato e corretto in tante occasioni «scelte in partenza errate della maggioranza», dopo aver espresso solidarietà nei confronti del sindaco ora «ritiene non più accettabile una situazione di paralisi dell’amministrazione della città. Il centro-destra si dimostri in grado di dare risposte ai teramani, o vada a casa».

19/10/2010 18.58

CANZIO (AL CENTRO PER TERAMO):«L’OPPOSIZIONE STRUMENTALIZZA»

«L’opposizione ha usato»,spiega Roberto Canzio di Al Centro per Teramo, «nell’apoteosi delle proprie strumentalizzazioni, frasi rivolte al centrodestra, quali “inammissibile mancanza di rispetto delle istituzioni”, “totale inefficacia della maggioranza di fronte a una crisi senza precedenti e che tocca in primis il commercio”, “il centrodestra si dimostri in grado di dare risposte ai teramani, o vada a casa”, “il Partito Democratico ha garantito numerose volte il numero legale”. Lette certe dichiarazioni, è allora giusto rispondere puntualmente alle loro accuse. Innanzitutto spieghino ai cittadini, i signori del centrosinistra, se quelli che mancano di rispetto alle istituzioni sono coloro che, per dei giustificati motivi, dopo un anno e mezzo non hanno potuto garantire la loro presenza in Consiglio oppure è l’opposizione che, nonostante fosse presente, ha preferito uscire dall’Aula impedendo di fatto il regolare svolgimento dei lavori! Lavori che, tra l’altro, prevedevano anche la trattazione di un ordine del giorno in merito alla questione ICI, presentato dalla stessa minoranza. In secondo luogo», aggiunge Canzio, «costoro spieghino ai cittadini quali atti ha proposto l’opposizione in merito alla grave crisi economica in atto nel nostra Città. A tal proposito, mi preme ricordare che grazie al centrosinistra abbiamo il primato di essere l’unico Comune capoluogo in cui l’opposizione non ha mai chiesto una seduta straordinaria dedicata al tema. Chiariscano lorsignori come hanno risposto alle sollecitazioni del sottoscritto sul medesimo tema in Consiglio e quali sono state le loro posizioni su importanti progetti che si potevano realizzare sul nostro territorio attraverso investimenti per milioni di euro, con conseguente creazione di centinaia di posti di lavoro che avrebbero rilanciato tutto il sistema economico cittadino! E ora si lamentano del fatto che a Teramo non si possa discutere della crisi economica?»

20/10/2010 9.57