Wwf:«Sul Tronto gli alberi sono stati già tagliati. Basta con i proclami riqualifichiamo l’area»

Alessandro Biancardi

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fiume tronto

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TERAMO. Una polemica che sembrava una delle tante è riuscita a sconfinare non solo la regione ma persino i confini nazionali e fino in America. Tutti hanno parlato degli alberi tagliati per combattere la prostituzione lungo le sponde del fiume Tronto.
 

Una trovata quasi sensazionale che però è nata in sordina sui giornali locali e che giorno dopo giorno è cresciuta senza essere smentita da alcuno. Quando è diventato “un caso” solo allora è arrivato un dietrofront ufficiale anche della Regione. Ma l’allarme lanciato dal Wwf è giustificato o meno? Non è mai successo in Abruzzo che le ruspe abbiano raso al suolo (stile tavolo da biliardo) ogni cosa?  Questa mattina Lipu, ProNatura e Wwf hanno tenuto una conferenza stampa a Pescara insieme al Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano (CCiclAT) ed all’Associazione On the road sulla vicenda del taglio della vegetazione lungo il Fiume Tronto.

Sul Tronto sono stati tagliati, però, diversi alberi proprio in questi giorni. Ieri mattina il Wwf ha svolto un sopralluogo lungo la Bonifica del Tronto ed ha documentato in maniera incontrovertibile l’abbattimento di diversi alberi.

Tronchi di salice del diametro di decine di centimetri, con lavori effettuati da pochissimo tempo. L’associazione ha anche localizzato nel dettaglio l’area interessata dai lavori sulle immagini aeree del Portale Cartografico Nazionale e su Google Earth. Il sito, delle dimensioni di circa 450 metri per 55 metri di larghezza (quindi circa 2,5 ettari), si trova nel comune di Ancarano, al confine est con Controguerra. Le foto aeree consentono di stabilire che almeno fino al 2006 l’area era per metà coperta da una copertura arborea. L’associazione ha anche mostrato una serie di articoli del Il Centro tra il 24 ed il 29 settembre.

 



 

«Nell’articolo del 24», ha spiegato Date Caserta, consigliere nazionale Wwf, «si parlava, con tanto di dichiarazioni virgolettate dell'Assessore Regionale ai Lavori Pubblici Di Paolo, di “taglio della vegetazione intorno e lungo le sponde”.  L'articolo del 26 settembre parlava di disboscamento e riportava la suddivisione dei compiti tra i vari enti e la superficie esatta su cui sarebbe intervenuto il Consorzio di Bonifica (28 ettari), precisando che “è stata campionata un’area di tre ettari per preventivare i tempi di intervento….”. Questi articoli non sono mai stati smentiti e solo dopo l’11 ottobre, quando il caso è diventato di dominio nazionale a seguito del rilancio delle associazioni ambientaliste, alcuni Enti hanno cambiato rotta nelle dichiarazioni». 

«Visto che gli alberi sono stati tagliati», aggiunge Caserta, «a questo punto ci dovrebbero spiegare chi sono gli autori di questo intervento che è avvenuto in una zona visibile a tutti. Ovviamente ci muoveremo per accertare chi ha agito e se chi ha realizzato questo intervento abbia avuto tutte le autorizzazioni del caso. Intanto, ci pare evidente che non sia un lavoro per il taglio da legna, visto che gli alberi sono stati buttati di lato e diversi tronchi lasciati a terra sul terreno. Chi sarà stato? E per quale motivo? Attendiamo spiegazioni».

fiume tronto

Raffaele Di Marcello, del Coordinamento per le piste ciclabili dell'Abruzzo teramano, ha ricordato che da tempo il suo sodalizio chiede interventi concreti su quest’area sul modello di quanto accade sulla sponda marchigiana del Tronto, come pulizia, indicazioni, telecamere per dissuadere i clienti delle prostitute, insomma una vera valorizzazione dell’area naturale da poter sfruttare in maniera davvero ecologica.

L’Associazione On The Road, invece, che da anni si occupa proprio di dare l’assistenza alle persone sfruttate dal racket della prostituzione ha ribadito che da anni si chiede un confronto con gli enti locali. «Da tempo», spiega Vincenzo castelli, «proponiamo ai sindaci della Val Vibrata di attivare un tavolo di confronto tra amministratori locali, magistratura, rappresentanti delle forze dell'ordine, associazioni e cittadini per valutare ed attivare in modo sinergico azioni che tengano conto della complessità del fenomeno prostituzione».

In chiusura le associazioni hanno chiesto di mettere da parte i proclami e passare ad una vera programmazione e riqualificazione della zona.

 16/10/2010 15.45