Sanità: 28enne morto ad Atri, indagine Commissione errori

Alessandro Biancardi

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ATRI. Morto dopo appendicectomia, Orlando chiede a Chiodi una relazione sull'accaduto.

Il caso di Giuseppe Piccioni, il 28enne rosetano morto lo scorso 13 agosto nell'ospedale di Atri, dopo un ricovero di oltre un mese e un intervento di appendicectomia, forse per una diagnosi sbagliata, é approdata sul tavolo della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario.

Il presidente, Leoluca Orlando, ha infatti scritto al Governatore d'Abruzzo, Gianni Chiodi, sollecitando una sua relazione sulla vicenda sanitaria del giovane rosetano, ricoverato il 12 luglio, per fortissimi dolori addominali, e sottoposto a un intervento di rimozione dell'appendice.

In realtà, la diagnosi avrebbe dovuto essere diversa, secondo quanto ipotizzato dalla procura di Teramo che ha emesso quattro informazioni di garanzia per altrettanti medici dell'ospedale 'San Liberatore' di Atri. Secondo gli inquirenti, infatti, ad uccidere Giuseppe fu il parassita "anisakis" presente nelle alici e che viene stroncato solo con la cottura dell'alimento.

Ma arrivato al nosocomio il giovane venne operato di appendicite, pochi giorni dopo venne dichiarata la sua morte cerebrale. Per tre settimane è rimasto in stato vegetativo nel reparto di rianimazione, fino a quando il suo cuore non ha smesso di battere.

Orlando chiede di poter acquisire da Chiodi «ogni dato utile a far conoscere lo svolgimento dei fatti, sia in merito a eventuali criticità organizzative riscontrate, sia in ordine a iniziative amministrative, sanzionatorie o cautelari assunte a fronte di eventuali responsabilità individuali».

La stessa Commissione si riserva, alla valutazione della relazione, di adottare ulteriori adempimenti nel settore di competenza.  

12/10/2010 9.42