Petrolio e trivelle, da Pineto una task force ambientale

Alessandro Biancardi

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PINETO. A Pineto una task force sulla questione ambientale per una politica alternativa alla petrolizzazione


“Un mare di trivelle. Petrolio, quale futuro?”. È questo il titolo del convegno che si è tenuto ieri a Pineto nei locali di Villa Filiani, dove amministratori, comitati, cittadini e docenti si sono riuniti per discutere del rischio di nuove ispezioni sismiche a largo della costa adriatica.
L’incontro segue l’istanza della MedoilGas che, dopo la Petroceltic, ha recentemente chiesto alla Regione Abruzzo la possibilità di eseguire ispezioni e ricerche di idrocarburi nel comune di Pineto secondo la concessione denominata “Villa Mazzarosa”, accordata nel 2006 dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Ospite di eccezione del convegno Maria Rita D’Orsogna, docente di Fisica presso l’Università di Los Angeles e da sempre in prima linea contro i rischi derivanti dalle estrazioni petrolifere. Presenti, inoltre, il sindaco di Pineto Luciano Monticelli, l’assessore all’Ambiente Nerina Alonzo, Robert Verrocchio, consigliere della Provincia di Teramo ed Enrico Gagliano del Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni.
Proprio Gagliano ha sottolineato la necessità delle compagnie petrolifere di orientarsi verso nuove fonti di energia a fronte di una domanda globale sempre più importante.
«L'Italia è la nazione con il più alto numero di raffinerie – ha spiegato durante il suo intervento –. Bisogna pertanto dare più sostenibilità nella programmazione e pianificazione regionale. La rete delle associazioni ecologiste si è ben mobilitata e ci saranno prese di posizione dure contro il disegno di legge».
Durante il convegno è emersa la possibilità di costituire proprio nella città di Pineto una task force sulla questione ambientale. «Bisogna creare una politica alternativa per andare avanti – ha ribadito il sindaco Monticelli –. Per questo ci riuniremo a fine gennaio: la nostra idea è quella di dar vita a un tavolo tecnico per avanzare delle proposte alternative a quanto è stato fatto finora in Abruzzo fino ad arrivare alla costituzione di un manifesto delle energie alternative».
Il sindaco ricorda infatti che le ispezioni sismiche «sono il preludio della petrolizzazione e questo non può essere tollerato, perché autorizzare una istanza significherebbe dare il via a una catena di altri permessi in mare e su terraferma». Per questo motivo il Comune di Pineto ha già presentato le sue osservazioni alla commissione Valutazione Impatto Ambientale della Regione Abruzzo, opponendosi al tentativo della MedoilGas.

14/01/2012 11:48