Bosco da 30 ettari da radere al suolo...per sfruttamento della prostituzione

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Le Istituzioni taglieranno migliaia di salici e pioppi sul Tronto, un bosco grande quanto 30 campi di calcio, per...favoreggiamento della prostituzione.

Wwf, Lipu e Pro-Natura: stupefatti e allibiti cercano di giocare linguisticamente sull'accaduto. Ma c'è ben poco da ridere. Per una sorta di 'favoreggiamento della prostituzione', infatti, migliaia di alberi verranno presto passati per le motoseghe lungo il Fiume Tronto, nel versante abruzzese nei comuni di Ancarano, Controguerra, Colonnella e Martinsicuro. La loro 'colpa'? Quella di offrire rifugio alle decine di prostitute che vengono sfruttate lungo la Bonifica del Tronto.

Così un bosco rigoglioso di 30 ettari che crea gravi problemi all'ordine pubblico verrà raso al suolo in tre mesi di lavoro, calcolati con meticoloso impegno dai tecnici del locale consorzio di bonifica. Vani finora gli appelli di alcune voci di protesta che si sono levate da increduli abitanti dei luoghi, con lettere ai giornali e comunicati stampa.

Wwf, Lipu e ProNatura hanno inviato una lettera alle istituzioni coinvolte con un appello per fermare quest'azione «priva di qualsiasi senso».

«Si fermino le motoseghe», chiedono, «e si affronti questa situazione moltiplicando l'assistenza sociale e le azioni volte ad allieviare il disagio, senza prendersela con gli alberi e reprimendo, invece, con ancora più forza chi sfrutta decine di donne».

«I boschi, e comunque le sponde dei fiumi», sottolineano le tre associazioni, «sono sottoposti a vincolo paesaggistico per una profondità di 150 metri e pertanto non è pensabile di effettuare un intervento di questo genere senza ottenere la preventiva autorizzazione degli organi competenti. E ciò a prescindere dalla eventuale presenza del vincolo idrogeologico, riguardante la difesa del suolo».

Il bosco, costituito in gran parte da migliaia di pioppi e salici, ospita oltre a specie botaniche di rilievo, anche avifauna tutelata dalla normativa nazionale e comunitaria, tra i quali aironi cenerini, varie specie di picchi, il rigogolo, il raro falco lodolaio, la tortora selvatica ed altri ancora che trovano in questo ambiente un habitat di particolare importanza per la sosta, lo svernamento e la nidificazione. Vi sono anche molte altre specie animali, tutelate anch’esse da direttive comunitarie, che trovano in questo bosco un insostituibile ambiente di vita.

Lo stesso Piano di Tutela delle Acque della Regione Abruzzo riconosce l'importanza di queste fasce tampone. Lipu, Wwf e Pro-Natura chiedono fermamente agli organi competenti di evitare la distruzione del bosco lungo il Tronto, provvedendo invece ad «esaltarne l’evidente utilità sociale ed ambientale, mediante interventi di riqualificazione ambientale, quali recinzioni, pannelli divulgativi, sentieri didattici e quant’altro potesse rivelarsi utile».

11/10/2010 14.00