Rifiuti, Pd Teramo: «perchè Brucchi ha voluto favorire i soci privati della Team?»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. «Perché il sindaco ha inteso favorire il socio privato della Team Enerambiente a discapito degli interessi dei cittadini?»

 

Dopo lo scoppio dell'inchiesta sui rifiuti che ha portato all'arresto dell'assessore regionale Lanfranco Venturoni e l'imprenditore Rodolfo Valentino Di Zio, (entrambi ancora ai domiciliari) si sono riaccesi i fari sulla Team teramana.

Da settimane l'opposizione comunale continua a fare domande al sindaco Maurizio Brucchi, anche lui indagato nell'ambito della stessa inchiesta, sui rapporti tra la Teramo Ambiente e i suoi soci privati. Ma le risposte tardano ad arrivare. Oggi ci riprova Manola Di Pasquale, consigliera del Pd, che torna a ribadire che il primo cittadino «deve iniziare a dare corrette informazioni ai cittadini del suo operato».

La Di Pasquale punta l'attenzione sulla delibera consiliare del 12 aprile scorso con la quale sono stati riaffidati alla Team «vari servizi del Comune ivi compreso la gestione dei rifiuti, senza bando di gara».

Questa modalità «ha di fatto leso il cittadino favorendo soltanto il socio privato Enerambiente, società  sospettata, altresì, di essere   vicina a famiglie malavitose, e che ad oggi, non  ha ancora presentato il necessari certificato antimafia».

«Va riaffermata con forza una verità», insiste Di Pasquale: «alla data di scadenza della convenzione il sindaco, nel rispetto della normativa attuale ( art. 23 bis legge 112/2008),  avrebbe dovuto  indire una gara di evidenza pubblica, non per  affidare solo i servizi, come continua ingannevolmente ad affermare ,  ma per individuare prima  il nuovo socio privato della Team e poi per ottenere da quest’ultimo, un’offerta migliorativa per la gestione del servizio».

Offerta migliorativa che andava  a beneficio soltanto  del cittadino, che si poteva vedere ridurre il costo dei servizi  e quindi la tassa per i rifiuti. Con la scelta effettuata, ribadisce Di Pasquale, «il sindaco, invece, ha inteso favorire soltanto il socio privato che si è visto riaffidare un servizio, per cinque anni  senza il minimo sforzo o ribasso».

Per la consigliera di minoranza «non è credibile» la spiegazione del primo cittadino secondo la quale «se si procedeva con bando di gara si rischiava di perdere posti di lavoro; la legge impone che chi aggiudica i servizi dei Comuni deve utilizzare lo stesso personale; se poi il personale è in esubero, perché non necessario rispetto ai servizi espletati,  ma impiegati perche amici e parenti di politici, allora il problema è di una cattiva amministrazione e a lui solo imputabile».

«Ma perchè», chiude l'esponente del Pd, «il sindaco ha voluto favorire il socio privato della Team e non già gli interessi dei cittadini?»

11/10/2010 9.37