Bilancio Roseto, l’opposizione: «stabilità finanziaria a rischio»

Alessandro Biancardi

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ROSETO . Il bilancio di previsione approvato dalla maggioranza durante il consiglio comunale dello scorso 28 dicembre «non contiene novità, ma presenta vari elementi preoccupanti per il futuro benessere della città e dei rosetani».

I gruppi consiliari Pd e Teresa sindaco contestano la reintroduzione della tassa sui passi carrabili che, in un momento difficile, «va a gravare ulteriormente sulle famiglie già preoccupate per i rincari di benzina, utenze e autostrade». «Crediamo», dicono i consiglieri, «che l’amministrazione avrebbe dovuto evitare nuovi oneri fiscali tanto più che, se il gettito di 70mila euro derivante proprio dalla tosap sui passi carrabili non punta a fare cassa, ma a regolamentare il territorio e la viabilità, come sostiene il vice sindaco e assessore al bilancio Alfonso Montese, allora lo stesso risultato si sarebbe potuto raggiungere predisponendo un’attenta azione di monitoraggio e di controllo, senza mettere le mani in tasca ai cittadini». Un’altra scelta errata compiuta dalla maggioranza, sempre secondo la minoranza, è quella di alienare le proprietà comunali: «mentre le amministrazioni passate hanno sempre incrementato il patrimonio dell’Ente, l’attuale sceglie di impoverirlo vendendo i beni pubblici, e per di più con delle priorità assolutamente ingiustificate».

Dovendo vendere, dicono i consiglieri d’opposizione, bisognerebbe iniziare dai beni improduttivi e infruttuosi, come i locali nel complesso della ex Monti, «e non certo dalla Farmacia Comunale, che ogni anno assicura un utile alle casse comunali, crea posti di lavoro e fornisce servizi di rilevanza sociale a beneficio della cittadinanza. Per questo, ci opporremmo con forza alla sua vendita e, del resto, ci sono amministrazioni vicine, sempre di centrodestra, che stanno facendo di tutto per avere una, mentre l’amministrazione rosetana vuole cederla».

«Per il bilancio 2012», vanno avanti i consiglieri, «sarebbe stato più opportuno rinviare l’approvazione a causa delle incertezza che gravano sulla normativa nazionale: in particolare, nel documento finanziario approvato dal centrodestra è previsto un incasso da Ici di tre milioni e mezzo di euro, ma l’Ici è stata sostituita dall’Imu, che non è soltanto un nuovo acronimo, ma cambia completamente il metodo di calcolo e di cui il 50% circa sarà incamerato dallo Stato. Mancando una base di calcolo, in assenza di un trend storico, viene meno il principio della veridicità e attendibilità del bilancio e, a fronte della spesa preventivata, potrebbe mancare la copertura di entrata. C’è da aggiungere che il Prg da noi adottato e ritirato dal centrodestra, prevedeva nuove aree edificabili che avrebbero consentito al Comune un incasso di ex Ici pari a 850mila euro, grazie al quale sarebbe stato possibile evitare la tassa sui passi carrabili e prevedere aliquote al minimo per l’Imu. In più, il capriccio della revoca del Prg è già costato 28mila euro di spese legali e si rischia anche la paralisi dell’attività edilizia, con il blocco anche degli introiti da Bucalossi».

I consiglieri chiedono, poi, che il ricavato della vendita del terreno sito sul lungomare sud, in via Aurelio, a destinazione turistico-ricettiva, prevista nel piano delle dismissioni, venga destinato all’acquisto dell’area parcheggio di via D’Annunzio, altrettanto strategica e preziosa per il pubblico. «Rimarchiamo, infine, che l’attuale assessore al bilancio forse fa confusione tra ente pubblico e impresa privata quando sparla di indebitamento che, per il Comune, è regolamentato da precisi parametri di legge, sempre rispettati da noi in passato. Tale indebitamento ha prodotto servizi e opere pubbliche, consentendo un aumento della qualità della vita e fungendo anche da volano per l’economia. Infatti, non è certo un caso che negli ultimi 10 anni a Roseto la popolazione sia aumentata a un ritmo più alto rispetto ai paesi vicini, le presenza turistiche siano state sempre in crescita e siano sorte nuove strutture ricettive».

03/01/2012 08:01