Dalla Teramo lavoro srl l’appello di 53 lavoratori a rischio

Alessandro Biancardi

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TERAMO. «Non vi dimenticate di noi». I 53 lavoratori della Teramo Lavoro srl società in house della Provincia di Teramo lanciano l’allarme.

La società è al centro dell’attenzione mediatica e politica per la polemica sul doppio incarico di Venanzio Cretarola amministratore unico della società ed ora anche nelle vesti di consulente della stessa. Mentre i riflettori sono accesi sulla leadership, i lavoratori con contratto in scadenza il 31 dicembre prossimo chiedono di non essere messi all’angolo. Si dicono preoccupati per «la mancanza assoluta di certezze sul proprio futuro e per condizione di pesante insicurezza lavorativa e professionale».

«Vogliamo che istituzioni», gridano all’unanimità, «le organizzazioni sindacali, le forze politiche e l’intera collettività sappiano e considerino l’importanza dei servizi erogati dagli oltre cento lavoratori in settori strategici, ad iniziare dal lavoro e dalla formazione professionale fino ai servizi sociali, dall’ambiente e tributi, al servizio finanza e contabilità, dall’ufficio stampa ai servizi di biblioteca, dal settore turismo a quello delle politiche comunitarie, al servizio informatico».

Ribadiscono, inoltre, che al momento, il consolidamento dei posti di lavoro appare come l’unico strumento per salvaguardare i servizi che ogni giorno essi rendono a beneficio della comunità teramana.  La polemica che ha tenuto banco in questi giorni riguarda la denuncia del coordinamento provinciale di Futuro e Libertà di Teramo secondo cui Venanzio Cretarola amministratore unico della società si sarebbe auto assunto come addetto di segreteria usando un altro nome (Cretola) rivestendo quindi il ruolo di controllore e controllato, quello che in gergo giuridico è un conflitto di interesse. Accuse smentite punto per punto dal diretto interessato e dal presidente della Provincia di Teramo Valter Catarra.

22/12/2011 11:38