Silvi, variante no ai vincoli paesaggistici. Acerbo: «delitto ambientale»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2990

SILVI. «A Silvi è operazione cementificazione».

La pensa così il consigliere regionale Maurizio Acerbo (Prc) dopo l’ok di Luca Ricciuti(Pdl) presidente della seconda commissione, governo del territorio ed enti locali, alla variante del Piano Paesistico presentata dal Comune di Silvi. Una richiesta che libererebbe le aree vincolate rendendole così disponibili per costruzioni edilizie. «Il sì a cuor leggero», secondo Acerbo, sarebbe stato dato senza ascoltare nè Wwf, né Italia Nostra e Legambiente, né i consiglieri di minoranza portatori di interessi opposti(che avevano chiesto un’audizione); al contrario il sindaco di Silvi sarebbe stato ascoltato per ben due volte in poco tempo. «Non sembra poi», dice Acerbo, «che ci siano interessi pubblici tali da giustificare l’eliminazione dei vincoli paesaggistici».

Il timore è che si avvii un consumo selvaggio del territorio come sta accadendo sull'area all'altezza della rotatoria sulla strada statale 16 all'imbocco della strada provinciale 553 per Atri con la vista delle pendici collinari. Qui è in cantiere, secondo Acerbo, una nuova grande struttura commerciale per la quale sarebbe già depositata in Comune una proposta di accordo di programma.

«Auspichiamo che la maggioranza approfondisca la questione», conclude, « prima di avallare con un parere del Consiglio Regionale l'ennesimo scempio come già accaduto in passato. Con la stessa procedura la precedente maggioranza regionale di centrodestra nel 2004 consentì la costruzione di un hotel sulla spiaggia di Francavilla».

Un problema quello del consumo selvaggio del suolo per costruzioni edilizie che affligge mezzo Abruzzo. La procedura seguita dai Comuni per rendere edificabili determinate aree è sempre la stessa: si comincia con le richieste di modifica (con varianti) dei propri piani urbanistici per realizzare progetti edilizi costosi (i costi di manutenzione di infrastrutture che spesso resteranno inutilizzate) e deleteri per l’ambiente ( visto che provocano impermeabilizzazione del suolo ed erosione) e si finisce per tirare su veri e propri mostri il più delle volte abbandonati. L’alternativa alla cementificazione è il consumo zero del territorio basato, invece, sul miglioramento delle strutture già esistenti.

21/12/2011 15:16