Le risposte che non ti ho dato. Idv: «Brucchi reticente sulla Team»

Alessandro Biancardi

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maurizio brucchi

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TERAMO. Non è stato un Consiglio comunale facile quello di ieri. C’era molta attesa per alcuni argomenti caldi.

 

Riscaldati più che altro dalla recente maxi inchiesta sui rifiuti che è costato un avviso di garanzia al primo cittadino, Maurizio Brucchi, che dice di aver chiarito tutto ai magistrati. Sta di fatto che le risultanze investigative parlano chiaro: il sindaco sarebbe a conoscenza di alcuni meccanismi messi in atto da Venturoni e Di Zio per la costruzione di un termovalorizzatore a Teramo. In particolare pare avesse partecipato ad alcuni incontri che per gli investigatori vengono ritenuti fondamentali per cui il teorema “non poteva non sapere”. Di qui la contestazione di contributi girati da Di Zio che sarebbero stati la contropartita di un accordo corruttivo, secondo la procura.

Con queste premesse l’opposizione aveva preparato una serie di domande per cercare di fare chiarezza sulla gestione della società mista teramana che si occupa tra le varie cose anche della raccolta dei rifiuti.

Ed è stato chiaro nelle sue domande Siriano Cordoni (Idv) che però alla fine del Consiglio si è detto fortemente deluso per le risposte non ricevute.

«Il sindaco Brucchi», dice, «con il suo atteggiamento di chiusura, sulla vicenda Team sta mettendo in pericolo il futuro della società e dei suoi dipendenti».

Cosi Cordoni ricorda che nel dicembre del 2005, l'allora sindaco Gianni Chiodi ha voluto modificare a tutti i costi lo statuto della Team «accentrando nelle mani del primo cittadino tutti i poteri di nomina e di controllo che prima invece erano di competenza del consiglio comunale».

Perché questo sia avvenuto è difficile dirlo e Brucchi a domanda precisa non lo ha detto. Grazie però a questa variazione lo stesso sindaco (Chiodi) potè nominare Lanfranco Venturoni presidente della Team e di qui poter intrecciare rapporti molto stretti con il monopolista della spazzatura.

Così come è difficile sapere con certezza se si aveva un quadro ben chiaro su quello che si voleva fare: qualcuno, ha chiesto l'Idv, sapeva che sarebbe sorta Teamtec per avvantaggiare Di Zio nella costruzione del bioessiccatore?

«Ho anche chiesto al sindaco Brucchi senza ottenere risposta», ha aggiunto Cordoni, «perchè la Slia (socio provato di Team) è andata in liquidazione volontaria, trasformandosi in tre altre società tra cui Enerambiente. Ho anche chiesto perchè quando la Slia spa è andata in liquidazione volontaria non si è fatto il bando di gara per individuare il nuovo socio privato della Team, un passaggio obbligatorio in termini di legge per poter dare alla Team il grande vantaggio di ottenere appalti e servizi dal Comune senza bando di gara».

Sono molte le verità celate sulla vita e le opere della società mista controllata dal Comune di Teramo ma sta di fatto che il presidente di Team fu per molto anche quello di Teamtec in modo che il primo dà l’incarico al secondo, cioè a se stesso, di costruire un bioessiccatore.

Altri dubbi ha sollevato Cordoni in Consiglio come per esempio perché ancora oggi la Teamtec è una società inattiva: può una società inattiva avere l'incarico della costruzione di un bioessiccatore da 16 milioni di euro?

E’ stato anche ricordato come la Teamtec abbia scelto direttamente il socio privato, la Deco, che ha acquistato il 40% delle quote della società, mentre il proprio statuto obbliga che il socio privato venga scelto con procedure di evidenza pubblica.

E poi si sono toccati molti altri punti emersi solo grazie alle intercettazioni e le indagini della procura di Pescara in seguito all’arresto di Venturoni come il passaggio dei terreni e del progetto approvato dalla Regione oppure perché è stata acquistata la sede della Team in pieno centro, al terzo piano, spendendo oltre un milione di euro?

«Domande alle quali il sindaco non ha dato o non ha potuto dare alcuna risposta concreta», commenta ancora l’esponente dell’Idv, «se non generiche affermazioni di principio: “abbiamo fatto la differenziata”, “siamo bravi ad aver raggiunto il 70 %, i dipendenti sono efficienti” (solo che non dice che questi sono assunti con contratti part-time a tempo definito), “il socio privato è efficiente e bravo” (solo che non dice che Enerambiente pare si sia sciolta a sua volta e che sembra sia subentrata la terza società, Slia tecnologies srl, anch'essa derivata dalla primordiale scissione della Slia spa, tanto da costringere lo stesso presidente della Team, Micheli, a dover chiedere al suo sindaco Brucchi, chi è attualmente il socio privato), “non ci sono lati oscuri di alcuna sorta, tutto funziona perfettamente” (tanto da costringere la magistratura ad indagare), “lasciateci lavorare, siamo bravi e nessuno ha mai preso contributi da chicchessia”»

Secondo l’Idv tutta questa vicenda, insieme a quella regionale, avrebbe ulteriormente minato il rapporto di fiducia tra cittadino e politica.

08/10/2010 16.51