Ater Teramo, Pd:«meno case popolari per gestione illegittima»

Alessandro Biancardi

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Ater Teramo, Pd:«meno case popolari per gestione illegittima»
TERAMO. Meno case popolari per la provincia di Teramo. Meno case per chi ha redditi da fame e questo sarebbe il risultato di una gestione «irregolare».

La denuncia arriva dai consiglieri regionali Pd, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Lucache si scaglino contro la gestone dell’Ater locale e non usano mezzi termini. «L'Ater di Teramo opera al di fuori delle regole e non realizza nuove case popolari per i numerosi cittadini che ne fanno richiesta». Il caso è scoppiato pochi giorni fa in Consiglio regionale quando la II Commissione consiliare ha negato l'approvazione del Piano dei proventi dell'Ater di Teramo gestita da Marco Pierangeli. Una gestione quella dell'Ater teramana che è sotto osservazione per poca trasparenza ed alcuni interventi discutibili. La bomba ormai sembra essere scoppiata e quella gestione commissariale, punto forte per la lotta agli sprechi del governatore teramano Chiodi, sembra sciogliersi al sole proprio nella sua città natale, «dove gli “amministratori e commissari” di sua fiducia non fanno altro che dimostrare la fine del “ modello Teramo”».

Con “imbarazzo” del centro-destra la II commissione consiliare  ha approvato infatti i programmi di utilizzo dei proventi derivanti dall'alienazione degli alloggi delle Ater di Pescara, Chieti, Lanciano, ma non quello della Ater di Teramo.

Quest'ultimo è stato infatti rinviato alla Giunta regionale perchè modifichi la proposta della delibera originaria n.592/c del 27.08.2011.

«Il programma di Teramo non è stato approvato perchè la Commissione ha ritenuto di non autorizzare un programma di investimenti futuri in quanto le opere risultano in parte già eseguite dall'Ater di Teramo mentre altre sono in corso di realizzazione», dice Ruffini, «quindi piuttosto che un'autorizzazione occorreva approvare i lavori fatti in sanatoria, ora per allora».

Tali interventi riguardano ristrutturazioni e manutenzioni in diversi edifici popolari della Provincia per un importo di 1.053.914 milioni di euro oltre a 388.477 mila euro destinati a coprire deficit di bilancio degli anni 2009 e 2010.

«In sede di audizione in II Commissione l'attuale amministratore unico ex Commissario Marco Pierangeli, su specifica mia domanda ha dichiarato che i lavori previsti nel programma erano stati in parte eseguiti e in parte in corso», continua  Ruffini, «a quel punto ho fatto notare al Commissario e all'intera Commissione che la richiesta dellAter di Teramo e la proposta della giunta erano difformi dalla vigente legge e precisamente con l'articolo 17 della L.R. 19 agosto 2009 n.16 la quale tra l'altro recita “...i proventi delle vendite degli alloggi..pur rimanendo formalmente nella disponibilità degli Enti proprietari, appartengono alla Regione. La Regione...dispone l'utilizzazione dei proventi..finalizzati alla riqualificazione e all'incremento del patrimonio abitativo pubblico».

Quindi la legge non lascia dubbi interpretativi: i soldi incassati dalla vendita restano in cassa nelle Ater ma non possono essere utilizzati fin quando la Regione non li destina. In questo caso Pierangeli non poteva fare eseguire nessun intervento prima che la Regione lo autorizasse.

Avendo quindi Pierangeli «disposto illegittimamente dei soldi ora la Regione dovrà assumersi la responsabilità di concedere una sanatoria “se possibile legalmente”», aggiungono i consiglieri del PD Di Luca e Ruffini.

Oltre a questo, il Pd fa notare che gli altri programmi licenziati dalla Commissione prevedono che i fondi vadano in gran parte all'acquisto e/o alla costruzione di alloggi popolari ed in piccola parte alla manutenzione. Il programma di Teramo va invece interamente alla manutenzione e nulla viene destinato alla realizzazione di nuovi alloggi.

«Si vendono nuovi alloggi», concludono i consiglieri, «ma di riflesso nulla viene riprogrammato per realizzarne  di nuovi da mettere a disposizione della grande platea di cittadini che ne fa richiesta. Un fattore molto grave da un punto di vista sociale. L'amministratore unico oltre ad aver abusato sul piano della correttezza amministrativa sostituendosi alla Regione ha ignorato la legge regionale che gli imponeva di realizzare nuovi alloggi popolari a Teramo e provincia».

12/12/2011 08:55