Neonato scomparso, la mamma di Jason dal gip: «non l’ho ucciso»

Alessandro Biancardi

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ASCOLI PICENO. La donna ha ribadito la propria innocenza. Resta il mistero su che fine abbia fatto il piccolo.

Interrogatorio di garanzia stamani ad Ascoli Piceno per Katia Reginella e Denny Pruscino, la coppia di coniugi accusata dell'omicidio volontario del piccolo Jason, il bimbo di soli 50 giorni che la donna aveva avuto da un'altra relazione, e distruzione di cadavere.

Katia Reginella, sentita dal Gip Carlo Calvaresi alla presenza dell'avvocato Vincenzo Di Nanna, ha respinto ogni accusa. «In questa storia - ha detto il suo difensore - ci sono due vittime, il bimbo e Katia, a tutti gli effetti vittima del marito Denny».

Secondo il legale lo proverebbero vari elementi, come «l'intercettazione telefonica in cui Pruscino le chiede di scrivere una lettera in cui si sarebbe dovuta autoaccusare delle morte del figlio, per poi scappare insieme», e la «stessa ordinanza di custodia cautelare, che distingue le responsabilità fra i due coniugi».

 E' probabile che Katia Reginella sia sottoposta ad una perizia psichiatrica, ed è per questo che per il momento non verrà fatta richiesta di scarcerazione. Dopo Katia, è cominciato l'interrogatorio di Pruscino. Procura e Gip sono certi che Jason sia morto, presumibilmente tra il 22 ed il 30 giugno. Ucciso dalle botte e da uno stato di generale abbandono. L'ordinanza di custodia fa riferimento anche alle aggravanti dei futili motivi (il piccolo sarebbe stato ammazzato perché piangeva troppo) e della crudeltà, con il corpicino chiuso in un sacco della spazzatura e gettato chissà dove.  Tra le fonti di prova, vi sono le testimonianze di alcuni compagni di cella di Pruscino che hanno raccolto il suo sfogo in un momento di cedimento. 

05/12/2011 12:39