Teramo Lavoro srl, l’amministratore si autoassume? E’ polemica

Alessandro Biancardi

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TERAMO. E’ polemica sul doppio incarico di Venanzio Cretarola amministratore unico di Teramo Lavoro srl (società strumentale della Provincia di Teramo), ora anche nelle vesti di consulente della stessa società.

Secondo  il coordinamento provinciale Fututo e Libertà di Teramo «Venanzio sarebbe in conflitto di interessi (nei panni di controllore e controllato) oltre ad essersi auto assunto all’interno dell’ente». «Tutte panzane», secondo il diretto interessato, «finalizzate a  metterlo in cattiva luce». E dalla Provincia Catarra conferma: «è tutto regolare»

A mettere la pulce nell’orecchio del comitato provinciale Fli sarebbe stato «un avvenimento curioso». «In data 9 novembre 2011», racconta il comitato, «qualcuno ha comunicato al sistema informativo telematico dei Centri per l'Impiego una nuova assunzione presso la società Teramo Lavoro Srl: quella di un certo Cretola Venanzio. Ma gratta gratta, vengono fuori verità inquietanti. In primo luogo il signor Cretola non esiste, ma si tratta proprio del signor Cretarola. In secondo luogo l'assunzione viene comunicata con un piccolissimo ritardo, dato che si scrive che il rapporto di lavoro sarebbe iniziato nel lontano 5 settembre 2010, ben 14 mesi prima. In terzo luogo le mansioni sono quelle di addetto ai servizi di segreteria».

In pratica, l’amministratore unico di una  società pubblica, secondo il comitato, si sarebbe auto assunto come addetto di segreteria usando un altro nome rivestendo quindi il ruolo di controllore e controllato, quello che in gergo giuridico è un conflitto di interesse.

«NON SONO UN SEGRETARIO»

Replica a stretto giro Venanzio Cretarola contestando punto per punte le accuse. «Vengo accusato perché faccio risparmiare la Provincia di Teramo», dice l’amministratore, «ho svolto da un anno e mezzo le funzioni di amministratore di Teramo Lavoro senza percepire alcun compenso per non pesare sulle casse provinciale». Quanto alla presunta  assunzione  come  addetto ai servizi di segreteria, Cretarola precisa che il suo «è un regolare contratto di collaborazione professionale (non lavoro subordinato) come  coordinatore progettuale delle attività connesse al settore lavoro e rendicontato regolarmente con risorse del Fondo Sociale Europeo».

«Ho percepito solo da poco il primo compenso», si giustifica, «ad un anno e mezzo dall’avvio delle mie attività con una presenza pressoché quotidiana a Teramo, poiché ho pensato innanzitutto a garantire (con molta fatica, per motivi oggettivi derivanti dalla fase di avvio della società) gli stipendi a dipendenti e collaboratori della società. La comunicazione posticipata del contratto (per cui è prevista semplicemente una minima sanzione non a carico della società) è dipeso dal fatto che il primo compenso è stato ricevuto solo pochi giorni fa».

Ma nulla dice in merito al signor Cretola.

 «CRETAROLA GUADAGNA POCO»

In soccorso dell’amministratore arriva il socio Valter Catarra, presidente della Provincia di Termo.

«Se non fosse stata creata Teramo Lavoro», polemizza, «cosa avrebbero fatto i precari della Provincia? Cretarola non è nemmeno un dipendente della Teramo Lavoro ma un collaboratore a progetto della società in house, una figura prevista anzi obbligatoria nella gestione dei progetti del Fondo sociale europeo. Questa stessa funzione, prima della costituzione di Teramo Lavoro, veniva assolta da un altro collaboratore a contratto che per anni ha percepito circa 5 mila euro al mese: molto meno di Cretarola».

Mb  30/11/2011 11:37