Scorta per il gip Tommolini. Due balordi entrano nel giardino di casa

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Scorta dei carabinieri per il gip di Teramo, Marina Tommolini e per il carabiniere De Cicco: ma ieri un nuovo inquietante episodio.

TERAMO. Scorta dei carabinieri per il gip di Teramo, Marina Tommolini e per il carabiniere De Cicco: ma ieri un nuovo inquietante episodio.

L’ auto del giudice sabato mattina è state incendiata da ignoti. Stessa sorte per la vettura della moglie del maresciallo dei carabinieri Spartaco De Cicco, negli stessi minuti, a pochi chilometri di distanza, sempre a Martinsicuro. «Hanno colpito me ed il maresciallo De Cicco per colpire le Istituzioni che rappresentiamo», ha commentato il giudice. s

Le indagini degli inquirenti vanno avanti. La competenza territoriale è passata alla Procura di Campobasso dal momento che una delle parti lese è interna alla procura teramana. Si cerca di scavare nell’attività dei due e la pista più accreditata resta ancora la loro attività lavorativa e investigativa e dunque si pensa ad una ritorsione per una indagine che il gip e l’investigatore avrebbero portato a termine insieme. Si pensa al filone dei pusher ma anche della criminalità cittadina. Le telecamere a circuito chiuso sabato mattina, poco prima delle 5, hanno ripreso delle ombre umane che si sarebbero avvicinate alle vetture. Pochi minuti dopo sarebbe scoppiato l'inferno. Sul fronte delle misure da adottare per fronteggiare il passo in avanti compiuto dalla criminalita' ieri mattina si è tenuto un vertice in prefettura del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. A Martinsicuro le autorita' politiche si dicono preoccupate e tornano a chiedere il posto di polizia fisso. 

«Sono pronto a dimettermi da sindaco anche se mancano sei mesi alla fine del mio mandato», ha fatto sapere il primo cittadino. «Il mio e' un atto forte che sono pronto ad assumere. Sono anni che insisto per un posto di polizia fisso ma vedo insensibilita'; finora non ho ottenuto risultati. Tra Teramo ed Atri ci sono 160 agenti di polizia, da noi nessuno. Martinsicuro ha la sua priorità».

Un secondo vertice sempre in prefettura dovrebbe tenersi oggi o comunque sicuramente entro questa settimana. Le indagini sono affidate al reparto operativo provinciale intanto proseguono e si continua a mantenere stretto riserbo. 

NUOVO ATTO INQUIETANTE CONTRO IL GIUDICE

Intanto ieri, intorno alle 18.30, si è registrato un nuovo episodio inquietante. Due persone, passando per il cancelletto di un'abitazione confinante con il cortile del magistrato, sono penetrati nella proprietà privata del giudice. Tommolini si trovava però ancora nel suo ufficio e quando ha saputo la notizia non ha nascosto l’amarezza.

L’allarme è stato lanciato da un vicino di casa che ha raccontato di aver visto solo due sagome muoversi e poi allontanarsi dal retro. Si tratta di una nuova sfida della criminalità? Fatto sta che in quelle ore non c’era nemmeno la vigilanza assegnata dal Comitato per l’ordine e la sicurezza e così, in segno di protesta e solidarietà, i magistrati della Corte d'appello dell'Aquila Armanda Servino e Aldo Manfredi, il presidente del tribunale di Teramo, Giovanni Spinosa, il giudice del tribunale di Giulianova, Giovanni Cirillo, assieme ad altri cinque magistrati hanno improvvisato un sit in davanti alla abitazione della Tommolini. Sono stati a presidiare l'abitazione del gip  fino all'una di notte, facendole compagnia all'esterno. A svolgere il servizio di vigilanza c'erano sei carabinieri, due dei quali sono rimasti a fare la scorta al giudice fino a questa mattina. 

«La nostra è una manifestazione spontanea a difesa di un nostro giudice oltraggiato in questo modo, per ben due volte nel giro di tre giorni», ha spiegato Spinosa. «Vogliamo bene alla collega Marina Tommolini e vogliamo darle quella sicurezza che in questo momento non riesce ad avere».

Per Manfredi, ex giudice di Teramo ed ora consigliere in Corte d'appello all'Aquila, non c’è stato abbastanza «risalto a quello che consideriamo un attacco allo Stato ed alle istituzioni. E' un territorio, questo, che deve essere recuperato con la presenza dello Stato che qui manca. Fatti del genere succedono solo in Calabria e nemmeno più in Sicilia. Il livello criminale si è elevato qui, è un territorio chiaramente inquinato da presenza di criminalità extracomunitaria e nazionale. Quando dirigevo il tribunale di Giulianova, dicevo che questa parte di territorio provinciale è la "stazione Termini", intendendo dire con ciò che qui arriva di tutto. E' il territorio più degradato di tutta la Regione».

Ma la scia degli incendi dolosi in città è lunga e nessuno li dimentica. Che ci sia un collegamento tra i vari episodi? Che ci sia ad agire sempre la mano dello stesso piromane?

Negli ultimi mesi le fiamme hanno avvolto il bar dell'assessore allo sport, Alberto Tuccini (Lega), l’auto di Massimo Clementoni, commerciante e vice presidente della Pro Loco, la macchina del consigliere comunale Massimo Vagnoni e dell'ex sindaco Gianfilippo Vallese. Alcuni vicini di casa del giudice ascoltati nei giorni scorsi dagli inquirenti sostengono che alcune settimane fa avevano visto un uomo aggirarsi nei pressi della macchina della Tommolini. Era un semplice passante a cui oggi qualcuno conferisce troppa importanza, o era qualcuno che cercava elementi utili per poi poter entrare in azione? C’è bisogno di risposte e di chiarezza.

22/11/2011 09:56