AFFARI E POLITICI

Filippo Piccone, il tabacco e le proteste dei dipendenti a Lecce

Lavoratori senza stipendio da mesi: gli interessi del senatore Pdl tra Lazio e Puglia

Marirosa Barbieri

Reporter:

Marirosa Barbieri

Letture:

7855

Filippo Piccone

Filippo Piccone

LECCE. C’è la politica, ci sono le imprese, ci sono gli affari e qualche problema con i dipendenti che reclamano stipendi.

C’è una società, la Korus srl, cons ede nel Lazio che fa capo al senatore Filippo Piccone (sindaco di Celano e coordinatore regionale Pdl nonchè senatore). Poi c’è la British American Tobacco.
Nel 2010 la Bat (acronimo di British American Tobacco) ha deciso di chiudere l'ultimo dei 22 siti italiani, (dopo aver chiuso gli stabilimenti di Rovereto, Bologna) per delocalizzare la produzione in Paesi dove il costo del lavoro è minore.
Una decisione presa, nonostante gli affari andassero bene, come si legge dall’interrogazione parlamentare dell’onorevole Teresa Bellanova (Pd) del 4 aprile scorso. Si parla di un incremento da 9 a 13 milioni di chili di sigarette prodotte dall’impresa, con una chiusura in attivo degli utili, solo pochi mesi prima della cancellazione del sito. Eppure nel settembre 2010 Bat ha deciso di lasciare l'Italia.
Prima di smontare baracche e burattini il colosso ha manifestato le sue volontà: il 2 dicembre 2010 al cospetto del Ministero dello Sviluppo Economico ha siglato un verbale di accordo. Per prima cosa ha messo al sicuro i lavoratori del sito disponendo per loro la possibilità di essere ricollocati, una volta completate le attività di riconversione.
Poi, terminata la fase di organizzazione, il colosso ha fatto i nomi dei suoi successori. E tra questi ecco che spunta la Korus srl di Piccone insieme alla Iacobucci Hf, alla HDS Group e Cali Gest che si occupano di produzione di componenti per l'aeronautica, edilizia, multiservizi per la gestione di strutture ricettive turistico-alberghiere e call center.
Dalla Korus Spa è stata costituita la società IP srl (con atto del 10 ottobre 2010 rep. 16336 a firma notaio Martirani Luigi), si legge nell’interrogazione, che assorbirà 67 dipendenti e avrà come amministratore lo stesso Piccone.
La Bpa e la Ip di Filippo Piccone hanno però un'altra cosa in comune: partecipano alla Magna Carta, la fondazione politica con capo l’onorevole Pdl Gaetano Quagliarello. Tra i partecipanti e finanziatori della fondazione ci sono anche il presidente Francesco Valli nonché ex amministratore della Bat

«PICCONE NON PAGA»
E come va l’impresa Piccone giù a Lecce? I lavoratori sono contenti?
Niente affatto. Almeno a giudicare dai numerosi appelli che i dipendenti hanno inoltrato alle istituzioni, al governatore di Puglia Nichi Vendola e ad Angelino Alfano. Appelli- invocazioni in cui si richiede un intervento urgente. «Ad oggi, ci troviamo con un arretrato di più mensilità ed una realtà lavorativa inesistente. In virtù di quanto sopra esposto, chiediamo la cortesia di intervenire in prima persona per tutelare sia i 70 lavoratori coinvolti sia per l’immagine del gruppo Pdl, che da questa vicenda ne sta uscendo penalizzato», scrivono i dipendenti.
I 67 lavoratori ex BAT (British American Tobacco) hanno creato un blog, una finestra-sfogo dove raccolgono proteste e malumori.
«Sin dall'inizio», raccontano, «ci sono stati problemi, in quanto la catena di produzione è rappresentata da un macchinario, per altro obsoleto, collocato in un angolo del capannone di circa 10.000 mq; oltre a questo vi è il problema di retribuzione, che si presenta sin dall'inizio con ritardi consistenti e addirittura eccessivi, arrivando fino ad oggi con stipendi arretrati di 3 mensilità (giugno, luglio, agosto)».
Ed uno slogan riassume bene la loro rabbia: «senatore Piccone via da Lecce, con le promesse non si mangia».

LA DITTA KORUS
E se della ditta Korus di Piccone si sa poco della Ip, ancor meno.
Sul sito Web Korus si capisce che l’azienda è leader nel settore dell'alluminio, in forte espansione nei mercati. «E’ ormai conclusa la fase di avviamento del progetto America, mercato sul quale operiamo con una società di diritto locale denominata Korus Usa Inc. sita in Miami per servire il mercato delle case di lusso. Le nostre imminenti tappe commerciali, sulla scorta di canali distributivi già operativi, sono la Federazione Russa, Israele e Francia», si legge online. FAnno parte della ditta usa anche il padre di Filippo, Ermano Piccone e Gianfranco Ippoliti anche questi di origine marsicana. Risulta legato alla ditta anche un altro nome: Daniel Bengio.

L’azienda si fa pubblicità su Mediashopping il canale Mediaset della famiglia Berlusconi (pubblicità del dicembre 2010).
La Korus ha partecipato alla ricostruzione de L’Aquila in Ati con altre aziende aggiudicandosi lavori per 921.194 euro per la fornitura e posa in opera di serramenti esterni in alluminio.