IL PROCESSO

Omicidio Melania, «Salvatore è uno sbruffone». Ridacchia dietro le sbarre, l’accusa chiede l’ergastolo

Il 26 ottobre la sentenza

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2254

Omicidio Melania, «Salvatore è uno sbruffone». Ridacchia dietro le sbarre, l’accusa chiede l’ergastolo
TERAMO. E’ terminata la prima parte dell'udienza (a porte chiuse) al tribunale di Teramo per il processo con rito abbreviato condizionato a Salvatore Parolisi.
L’uomo è accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea, uccisa con 35 coltellate il 18 aprile 2011 a Ripe di Civitella.
In aula, davanti al gup Marina Tommolini, si sono presentati l'imputato e i familiari della vittima (il padre, il fratello Michele e lo zio Gennaro). I pubblici ministeri Greta Aloisi e Davide Rosati hanno iniziato la requisitoria che si è conclusa con la richiesta dell'ergastolo.
E Gennaro Rea e Salvatore Parolisi (in aula dietro le sbarre) stavolta hanno incrociato lo sguardo tra di loro. «Ci siamo guardati sì – ha ammesso il papà di Melania durante la pausa del processo all'ex caporale campano - Salvatore è sempre il solito, quando il pm Rosati parlava dei soldi lui ridacchiava...Uno sbruffone mi chiedete? Sì, può essere il termine giusto».
«Dalle requisitorie non mi aspetto molto di più di quello che già so: la famiglia Rea la verità la conosce e si è fatta le sue convinzioni», aveva detto invece prima di entrare in aula. «Quello che conta è che nostra figlia non c'é più, io mi aspetto solo che la giustizia faccia il suo corso, ma - ripete - le mie convinzioni non me le tocca nessuno. Quindi, viva la giustizia, viva la magistratura, viva l' Italia».
Poi dopo quasi due ore il pm Aloisi ha concluso il suo intervento e la parola è stata presa dal collega Davide Rosati. I due procuratori si sono divisi la requisitoria, ma è toccato a Rosati concludere la parte accusatoria con la richiesta dell’ergastolo.
«E' quello che ci aspettavamo la richiesta di un ergastolo senza attenuanti», ha poi detto l'avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni.
Un accenno nei commenti anche alla piccola Vittoria, figlia di Salvatore e Melania: «manca poco alla fine della vicenda», ha commentato la famiglia della vittima, «e per noi è sempre difficile essere qui a Teramo, ma a noi ci preme molto di più la tranquillità della piccola. Speriamo che stia con noi il più possibile e possa crescere serena».

REQUISITORIA PARTE CIVILI ANTICIPATA, SENTENZA IL 26
Quasi un colpo di scena a Teramo al termine della requisitoria della parte civile: la difesa di Salvatore Parolisi, accusato dell'omicidio della moglie, Melania Rea, ha chiesto e ottenuto di anticipare di una settimana la propria requisitoria e iniziare sin da subito l'esposizione delle proprie tesi. Il giudice Tommolini ha dato l'ok così come i legali della famiglia Rea e dopo una breve pausa, gli avvocati Gentile e Biscotti inizieranno la loro requisitoria.
Alla richiesta della difesa di Parolisi di anticipare i tempi della requisitoria, ha ovviamente concordato anche la Procura. Come hanno spiegato i procuratori, ci sono ancora un paio di ore disponibili in giornata e, in questo modo, si può arrivare a sentenza con certezza venerdì prossimo, 26 ottobre, quindi l' udienza già prevista come conclusiva. La richiesta accordata alla difesa di Parolisi viene giudicata dagli stessi legali del caporal maggiore dell' Esercito, che, è sospeso dal servizio ma è tuttora nei ranghi effettivi dell'Esercito, è una dimostrazione di forza della linea difensiva.