Delfino Pescara. Nuovo bluff di De Cecco? Si dimette, anzi no...

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3078

PESCARA. De Cecco si dimette, anzi no. È questo l'ennesimo tira e molla in seno ai vertici della Delfino Pescara.

Sembra davvero che non si possa mai dormire sonni tranquilli neanche quando la squadra, dando il meglio di sè ogni domenica, vola in alto in classifica e punta diretto alla promozione in serie A. Motivo di discussione questa volta, o meglio di dimissioni, è la gestione della vicenda Poggio degli Ulivi di Città Sant'Angelo, il campo di allenamento che da qualche anno ospita gli allenamenti della prima squadra. Al momento il Pescara paga circa 150mila euro d'affitto per l'utilizzazione dell'intero complesso sportivo. De Cecco, proprietario dell'impianto, probabilmente rassicurato dai soci del club circa un'acquisizione da parte del Delfino del Poggio degli Ulivi, sarebbe rimasto deluso dal mancato rispetto di tali impegni.

Promesse mantenute o meno resta il fatto che i soci, per stessa ammissione di Daniele Sebastiani, al momento non se la sono sentita di ottemperare a tale spesa. La stessa importante dato l'alto valore del Poggio degli Ulivi. Peppe De Cecco, che si vociferava ieri pomeriggio avesse abbandonato la carica di presidente del club, pur non rilasciando alcuna dichiarazione ha però smentito le sue dimissioni. Di fatto, però, sono stati gli altri soci della Delfino Pescara a procedere al pagamento dei costi di gestione del trimestre luglio-agosto-settembre. Termini di pagamento che scadevano proprio ieri. La quota parte di De Cecco è stata suddivisa tra gli altri soci, in attesa che la situazione intorno la vicenda del Poggio degli Ulivi si chiarisca una volta per tutte.

È importante sottolineare in ogni caso che il Pescara non rischia alcuna penalizzazione in classifica, perché come da regolamento ha onorato il pagamento degli stipendi ai giocatori dei mesi luglio, agosto e settembre.

DANIELE SEBASTIANI: «PESCARA AL MOMENTO NON PUÒ PERMETTERSI DI ACQUISTARE IL POGGIO DEGLI ULIVI»

Nella giornata di ieri la Delfino Pescara ha provveduto, anche senza De Cecco, a pagare gli emolumenti, le ritenute ed i contributi relativi al trimestre luglio, agosto e settembre del campionato in corso. Cifra vicina al milione e mezzo di euro. Tutto secondo i piani come conferma Daniele Sebastiani: «era un obbligo della società. Abbiamo fatto soltanto il nostro dovere perché la squadra non deve avere penalizzazioni come è normale che sia».

«De Cecco al momento ha una propria idea sulla vicenda del Poggio degli Ulivi» – va avanti Sebastiani – «ognuno fa le sue scelte. A mio avviso la Pescara calcio al momento ha altre spese più importanti da fare. De Cecco sostiene che la ricapitalizzazione sua è legata all'acquisizione del Poggio degli Ulivi, noi la vediamo in un'altra maniera. In questo momento il Pescara non può permettersi questa spesa».

Chiaro dunque il motivo del contendere: «in questo momento siamo in una situazione di stallo. In ogni caso è chiaro che De Cecco non può obbligare la Pescara calcio a rilevare il Poggio degli Ulivi e noi soci non possiamo costringere De Cecco a fare la ricapitalizzazione. Nelle prossime settimane bisognerà fare la ricapitalizzazione vera e propria e lì si vedrà chi c'è o meno».

«Nessuno comunque ha chiesto a De Cecco di dimettersi» – conclude Sebastiani – «nei prossimi giorni vedremo il da farsi».

L'augurio a questo punto è che la questione Poggio degli Ulivi si risolva o in tempi brevissimi o in alternativa a campionato concluso. Questo perché il sogno serie A può essere cullato solo remando tutti dalla stessa parte. Squadra, tecnico e pubblico fin'ora hanno già fatto abbondantemente la loro parte, ora la palla passa ai dirigenti anche se, gli indizi, lasciano pensare che la vicenda abbia gli stessi contorni del film visto già l'estate appena trascorsa... Anche in quel caso ''don Peppe'' annunciò le «irrevocabili dimissioni», ritirate poi qualche ora dopo.

Andrea Sacchini 16/11/2011