Delfino Pescara. Il presidente De Cecco si dimette

Alessandro Biancardi

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Delfino Pescara. Il presidente De Cecco si dimette
PESCARA. Mentre la squadra allenata da Zdenek Zeman vola in classifica, è bufera in società.

Dopo un infuocata assemblea dei soci, la notte scorsa il presidente Giuseppe De Cecco ha annunciato le sue dimissioni irrevocabili: «Lascio la società. Mi presenterò nel prossimo Consiglio Direttivo dimissionario e andrò via. Sono stanco e deluso da tante promesse mancate». Motivo del contendere la mancata acquisizione da parte della Pescara Calcio della proprietà del Poggio degli Ulivi, il centro sportivo di Città Sant'Angelo (Pescara) di proprietà proprio di De Cecco. I dirigenti avevano più volte ripetuto negli ultimi tempi che in questo momento la priorità era quella della ricapitalizzazione, ma non dell'acquisto del Poggio degli Ulivi, per il cui utilizzo la società paga un affitto mensile. Il presidente dimissionario De Cecco nella tarda serata di ieri non aveva ottemperato al versamento trimestrale, onorato poi dagli altri soci, per coprire gli stipendi di luglio, agosto e settembre e le altre scadenze esattoriali. Se la società non avesse coperto con un cospicuo versamento le spettanze degli ultimi tre mesi, avrebbe rischiato il deferimento e la conseguente penalizzazione. Entro otto giorni verrà convocato un nuovo Consiglio di Amministrazione in cui tutti i soci potrebbero presentarsi dimissionari. Atteso per la serata un comunicato stampa ufficiale della società.

Già a giugno scorso il presidente De Cecco annunciò le proprie «irrevocabili» dimissioni, poi arrivò il passo indietro e la crisi rientrò. «Le mie intenzioni erano quelle di continuare», annunciò ad inizio estate, «forse non per molto altro tempo ancora perché il mondo del calcio è davvero logorante». Qualche settimana dopo ci fu anche l'arrivo di Zeman e l'inizio di una avventura che sta facendo sognare una città intera.

Intanto la squadra ha ripreso ieri gli allenamenti in vista del match casalingo di sabato contro il Gubbio. La squadra è reduce dal pareggio di sabato scorso all'Adriatico contro il Padova. Un risultato assolutamente bugiardo che ha visto i biancazzurri in palla e capaci di lottare ad armi pari con una delle favorite per il salto diretto di categoria.

Anche se la delusione per il pareggio maturato quasi allo scadere non si è ancora esaurita, il campo ha confermato che l'undici di Zdenek Zeman ha tutte le qualità tecniche e caratteriali per poter lottare fino alla fine almeno per un piazzamento play-off.

Limitatamente alla partita col Padova, probabilmente anche il tecnico boemo ha commesso qualche errore, segnatamente alcune sostituzioni che poi sono risultate essere deleterie nel finale di gara. Premesso che è molto facile parlare a bocce ferme, la squadra è calata parecchio con l'ingresso in campo di Soddimo (assolutamente fuori condizione, ndr) e la mancanza davanti di un punto di riferimento offensivo dopo l'uscita di Immobile e Sansovini.

Zeman però ha difeso le proprie scelte: «sono sempre convinto di quello che faccio, al di là se le scelte incidono positivamente o meno sulla partita. Immobile aveva crampi mentre la sostituzione di Sansovini la ritengo normale. Dispiace per Soddimo, io lo aspetto perché è un ragazzo che ha grandi qualità ma purtroppo ancora non riesce a mostrarle».

«Ho fatto queste sostituzioni» – prosegue Zeman – «perché il Padova alla ricerca del pareggio si sarebbe sbilanciato. In questa condizione Maniero non sarebbe stato utile a mio avviso, perché non è giocatore né da contropiede né da sponda per i compagni. Verratti invece con i suoi lanci poteva innescare la corsa e la velocità di Soddimo e Insigne nei contropiedi».

Il Pescara ha giocato alla pari col Padova, una delle favorite per la vittoria finale del campionato: «abbiamo giocato bene e sicuramente fatto meglio di loro nel complesso. La superiorità però in campo si dimostra realizzando un gol più dell'avversario e noi purtroppo non ci siamo riusciti. Siamo stati puniti dal gol sfortunato di Trevisan, ma vogliamo ripartire già sabato col Gubbio».

«Loro sono una buona squadra e sono allenati da un bravo allenatore» – conclude Zeman – «Gigi Simoni è una bravissima persona che lavora da sempre nel calcio con buoni risultati e con un metodo di lavoro ottimo. Lui non ha problemi di categoria, ora allena il Gubbio mentre qualche anno fa allenava l'Inter. È l'esempio di una persona a cui piace fare calcio qualunque sia la piazza».

Oggi intanto doppia seduta di allenamento per il Pescara. Ha lavorato a parte Gessa mentre era assente per infortunio Soddimo. Out anche Pinsoglio e Capuano, impegnati con l'Under 21, Kone convocato con la nazionale maggiore della Costa d'Avorio e Giacomelli, chiamato con la rappresentativa B di Massimo Piscedda.

Andrea Sacchini 15/11/2011 12.10