Bruni Vomano, lo scudetto di Morro d'Oro:«tanta passione ma quanta fatica»

Alessandro Biancardi

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MORRO D’ORO. Dalla Valsugana al Valle del Vomano. Da un piccolo centro del Trentino di 6800 abitanti, ad un paesino di 3600 anime in provincia di Teramo.

 

In mezzo 540 chilometri di distanza e due giornate di gare che a Borgo Valsugana hanno fatto diventare d'oro il sogno tricolore della Bruni Pubblicità Atletica Vomano. Il sodalizio abruzzese del presidente Ferruccio D'Ambrosio ha così portato a Morro d'Oro lo scudetto di club maschile campione d'Italia 2010.

«E' un risultato che abbiamo cercato con convizione e programmato negli anni - racconta il Direttore Tecnico, Gabriele Di Giuseppe -  Dall'istituzione della nuova formula dei Societari, abbiamo collezionato un terzo posto nel 2008, un quarto nel 2009, fino alla vittoria di quest'anno. Ne siamo molto orgogliosi».

Come e da dove parte la storia del vostro club?
«Siamo nati come Atletica Vomano nel 1991. Il nostro ispiratore è stato il cavalier Ernesto d'Ilario, uomo di sport e grande promotore dell'atletica abruzzese, originario di un piccolo centro a noi vicino, Montepagano. Ricordo che eravamo un bel gruppo di giovani e fu proprio lui ad invitarci al campo di Morro d'Oro per correre su quell'anello rosso che contornava il campo di calcio, fulcro dello sport del nostro paese con una squadra approdata nel 2004-2005 fino alla C2. Da quel primo nucleo riuscirono a venir fuori atleti come il mezzofondista Pietro Pelusi e Giuseppe Bruni, una maglia azzurra da under 23 di mezza maratona nel 1998 a Belfort (Francia), e dal 2005 nostro principale sponsor con il salto di qualità che hanno portato nomi di punta come Giuseppe Gibilisco e Daniele Greco».

E come si fa ad arrivare da Morro d'Oro allo scudetto?
«Serve un progetto da portare avanti a piccoli passi e con grande passione. Quando siamo partiti eravamo soprattutto un gruppo di mezzofondisti che per allenarsi aveva trovato spazio in un vecchio capannone industriale che con l'aiuto di famigliari ed appassionati armati di tanta buona volontà avevamo rimesso in sesto. La pista di Morro d'Oro col passare del tempo, però, si è deteriorata e, senza attrezzature, è ormai diventato sempre più difficile poterla utilizzare per gli allenamenti per i quali spesso siamo costretti a ricorrere ad una palestra locale. Eppure, oltre alla squadra assoluta, abbiamo un bel settore promozionale affidato ad una nostra ex atleta Desolina Pagnotella (11.78 da cadetta nel 1994 sugli 80hs, ndr) e una formazione under 23 qualificata per la Finale Argento dei Societari di categoria. Organizziamo centri estivi con quasi 500 ragazzi e abbiamo anche una fattiva collaborazione con il mondo delle scuole locali e proprio con loro vogliamo festeggiare lo scudetto il 23 ottobre al palazzetto dello sport di Roseto degli Abruzzi».    

Una società di atletica in un "tempio" del basket?
«Sì, vogliamo confrontarci con il territorio e proporci anche fuori dai contesti dell'atletica. Guardiamo all'organizzazione degli altri sport e crediamo che accanto ad una solida e diffusa attività di base, si debba puntare ad una prospettiva di vertice con nomi di vertice. Questo non intacca il lavoro sui giovani, ma va di pari passo soprattutto nell'ottica di attrarre risorse da investire poi su tutto l'apparato del club. Questa è la strada che ci ha condotto fin qui e su cui vogliamo proseguire per il futuro».
a.g.  30/09/2010 16.58


*L’ARTICOLO PUBBLICATO SUL SITO UFFICIALE DELLA FIDAL