Vasto, i tifosi biancorossi non si arrendono: «Rivogliamo la nostra squadra di calcio»

Alessandro Biancardi

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VASTO. I tifosi biancorossi non si rassegnano alla sparizione della squadra Pro Vasto dalla mappa del calcio professionistico e dilettantistico e attaccano istituzioni ed imprese, accusandole di immobilismo.

E’ passato un anno da quel 9 luglio 2010 quando il presidente della squadra, Mimmo Crisici, ha abbandonato il timone della Pro Vasto perché non riusciva a far fronte alle spese. «Troppi debiti, da solo non è possibile», tuonava il leader uscente.

Ed oggi, gli animi dei tifosi sono ancora più accesi. Sono loro che ribadiscono a chiare lettere  che «nessuna squadra cittadina può identificarsi con la Pro Vasto,  già Unione Sportiva Vastese o Vastese calcio, finché non avrà acquisito la titolarità dei suoi beni immateriali: denominazione sociale, simbolo, colori sociali, diritto all’identità sportiva».  E sono sempre loro a dover  ingoiare l’ennesimo boccone amaro: un’altra stagione (2011/2012) senza vedere la loro squadra del cuore in un campionato di calcio professionistico o regionale così come accadde nel 2010-2011.
«Non sosterremo per il secondo anno consecutivo nessuna squadra», precisano, «per giunta espressione di quartieri o frazioni di Vasto. Non solo, non potremo tollerare, in ogni caso, nessuna ipotesi di speculazione sul marchio della Pro Vasto da parte di qualsiasi soggetto, in primo luogo dell’inaffidabile dirigenza che ne detiene attualmente i segni distintivi nonché la Coppa Scudetto Dilettanti del 2009».
Ma che cosa aveva costretto il presidente Crisci a gettare la spugna?

«Confidavo in qualche aiuto», dichiarava alla stampa nel luglio scorso,«confidavo soprattutto nell'ottenere il credito di 200.000 euro, ma ho avuto solo le 25.000 del Comune e a quel punto mi sono trovato smarrito. Da solo di fronte ad una situazione insanabile. Ho tirato fuori 150.000 euro per le liberatorie dei calciatori e 30.000 per l'iscrizione tre settimane fa. Avrei dovuto staccare un altro assegno di 185.000 euro per le liberatorie contributive più la fidejussione,  per un totale di 566.000 euro. Non si può fare calcio da soli o almeno io non posso più farlo da solo».

Insomma, un insieme di fattori e difficoltà economiche avrebbero fatto calare il sipario sulla squadra vastese ma i tifosi sono certi di riportare in vita quel pezzo di cuore, non importa quando o come: loro ne sono certi, ora più che mai.

«Non intendiamo rassegnarci alla scomparsa di un club fondato 109 anni or sono», gridano, «nell’immobilismo attuale di una classe politica ed imprenditoriale che tanto sta ricevendo da questo territorio. L’obiettivo di riportare in vita la nostra squadra guiderà la nostra irrinunciabile battaglia. Rivogliamo il calcio a Vasto e lo riavremo, prima o poi».

 Marirosa Barbieri   08/09/2011 8.47