Interamnia, "Teramo, more than a town": insieme verso il quarantennale

Alessandro Biancardi

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TERAMO.  “Teramo, more than a town” (Teramo più di una città) è  la frase con cui l’accompagnatore della delegazione islandese, ha salutato questa 39^ edizione dell’Interamnia World Cup. Ed è la frase che, con l’immediatezza degli slogan, sembra meglio interpretare il significato della manifestazione. Il gradimento e l’affetto che i club e gli ospiti stranieri, presenti a Teramo nella prima settimana di luglio, dimostrano al torneo è l’eredità più grande che rimane all’indomani della grande festa, quando le luci, i suoni e i colori, si spengono sui campi da gioco e sui palchi degli spettacoli. Apprezzamento che quest’anno registra il valore aggiunto del positivo accoglimento dell’impostazione che si vuole dare, l’anno prossimo, all’evento. 40 anni sono un anniversario importante e l’Interamnia World Cup è una delle manifestazioni più longeve nel suo genere; celebrarne gli obiettivi raggiunti, i meriti conquistati, ciò che ha dato in tutti questi anni a Teramo e al suo territorio, non può che rilanciarne l’immagine e, con essa, anche l’immagine e il ruolo della nostra città. Il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, ha accolto il progetto, assicurando che investirà quanto in suo potere per rendere merito ad una celebrazione che collocherà Teramo ancora più «al centro del mondo».

«Siamo certi», dicono gli organizzatori, «che la Provincia di Teramo svolgerà pienamente la sua funzione di raccordo nel territorio, come ha fatto in questi anni e come ha confermato il vicepresidente Renato Rasicci nella conferenza di presentazione».

Quella che doveva essere un’edizione di transizione, insomma, si è rivelata come quella del rilancio e della consacrazione di una manifestazione bella e importante. «Siamo consapevoli che non sarà facile; alla ben nota crisi economica che investe non solo il nostro paese, ma diverse realtà internazionali, c’è da aggiungere un impegno logistico non indifferente, per riuscire ad ospitare un così alto numero di squadre (ne pensiamo 450) e ad accogliere i rappresentanti istituzionali di almeno 200 città. Dovremo ridisegnare la struttura organizzativa e ridefinire le modalità, per adeguarle alle attività da intraprendere per la migliore riuscita di tutte le iniziative che prevediamo, ma il lavoro, per quanto duro, non ci ha mai spaventati e siamo certi che con l’impegno e la collaborazione di tutti sarà possibile fare di Teramo “more than a town”».

13/07/2011 10.09