Il Chieti schiuma ancora rabbia. Vivarini e Bellia: «è stata una vergogna»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Sono passati 3 giorni dalla partita L'Aquila-Chieti e soprattutto dagli episodi strani capitati negli altri campi, ma la rabbia e l'amarezza in casa teatina non accennano a diminuire.

I neroverdi, che sul campo del Fattori non sono andati oltre lo 0-0, sono fuori dai play-off per i risultati positivi di Prato e San Marino ottenuti a sorpresa con le prime della classe Carpi e Carrarese.

«Mi piace pensare ad un calcio pulito anche alla presenza di grossi interessi» – racconta il tecnico Vincenzo Vivarini – «ma purtroppo sono deluso dal comportamento di alcune squadre in questo campionato. Le stesse che in settimana avevano parlato di regolarità del campionato. Ognuno ha fatto calcoli, ma io non mi ci presto. Il Chieti è andato a L'Aquila per giocare la partita, poi che la prestazione sia stata deludente quello è un altro discorso».

«Dovevamo far gol e non ci siamo riusciti» – va avanti Vivarini – «è assurdo pensare che Chieti e L'Aquila siano entrate in campo per fare 0-0. Da parte di entrambe c'era la grande paura di perdere e questo ha pesato sulla prestazione in campo dei giocatori».

Già l'indomani della partita a L'Aquila il patron del Chieti Walter Bellia aveva usato parole durissime per sottolineare gli andamenti “sospetti” dell'ultimo turno di campionato: «è stata una vergogna, a partire dall'arbitrato sportivo che ha restituito un punto al Carpi poche ore prima della partita di domenica. Il Chieti in campo ha comunque dimostrato il suo valore. La cosa triste è che il campionato è stato deciso in tribunale».

Il presidente dei neroverdi poi aveva anche inoltrato una lettera di protesta al presidente della Lega Pro, Mario Macalli, richiamando i principi di lealtà sportiva, correttezza, professionalità ed etica venuti meno nell'ultima giornata. Bellia, inoltre, si era scagliato contro la decisione da parte dell'arbitrato che a poche ore dall'ultima giornata aveva restituito un punto al Carpi.

Le polemiche, però, non hanno riguardato solamente i risultati giunti dagli altri campi. Al termine del match con L'Aquila, infatti, i sostenitori neroverdi avevano rifiutato le maglie dei giocatori. Un gesto che ha deluso profondamente il patron Walter Bellia: «sono rimasto profondamente deluso da questo atteggiamento. Questo va contro tutto quello che per me rappresenta il calcio. Ho fatto tanti sacrifici per riportare il calcio professionistico a Chieti e la squadra e tecnico hanno disputato un ottimo campionato».

«Detto questo» – conclude Bellia – «mi sarei aspettato altro tipo di atteggiamento da parte dei tifosi. Tutto mi sarei aspettato tranne gesti, parole offensive ecc nei confronti della squadra. L'anno scontro dopo i fatti di Canistro abbiamo chiuso un occhio, ora abbiamo davvero raggiunto il limite. Evidentemente la città di Chieti non merita i sacrifici miei e della mia famiglia».

 Andrea Sacchini  11/05/2011 8.05