Chieti calcio, play off sfumati. Presidente furioso minaccia di lasciare

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Solitamente si dice che "il giorno dopo aiuta a vedere le cose con un occhio più sereno".

Dopo lo 0-0 con L'Aquila il Chieti non riesce a centrare la qualificazione ai play off. La partita è terminata a reti bianche ma il risultato ha condannato i neroverdi al sesto posto.

Le due squadra hanno giocato allo specchio per gran parte del match: ritmi lenti e poche occasioni da rete.

E in queste ore il presidente Walter Bellia è furioso. Colpa del sesto posto? Colpa dei play off sfumati? Non proprio: «sono deluso profondamente dal comportamento di quelle persone che hanno gettato in campo le maglie che i giocatori erano andati a regalargli. Quanto ho visto ieri è peggio di mille sconfitte. Sono rimasto turbato da questo episodio perchè non c'entra niente col mio modo di vedere, vivere e fare calcio. E se queste sono le condizioni Walter Bellia saluta tutti e la domenica la trascorre con la propria famiglia».

Il presidente va giù duro, durissimo: «il sottoscritto ha fatto tanti sacrifici per riconsegnare alla città un calcio dignitoso, quello dei professionisti. Abbiamo disputato un grande campionato, merito di un grande allenatore, di una società che ha fatto un grandissimo lavoro e di una squadra di giovani che ha dato tutto per quella maglia. Ieri siamo stati sfortunati come siamo stati sfortunati in altri episodi. Mi dispiace tantissimo non disputare i play off anche perchè se c'era una squadra che doveva farli eravamo sicuramente noi. Qualche errore è stato commesso ma è umano sbagliare. Da parte mia sottolineo come questo Chieti meriti solo applausi per come ha condotto questo campionato fino alla fine e sinceramente ieri mi aspettavo tutt'altro atteggiamento da quelle persone che si definiscono tifosi. Gli stessi che, non contenti del gesto delle maglie e di parolacce e gestacci rivolti alla squadra al termine della partita, hanno continuato anche lungo il viaggio di ritorno con offese rivolte al pullman fino all'arrivo allo stadio Angelini. L'anno scorso ho chiuso un occhio, anzi abbiamo tutti chiuso un occhio, davanti ai gravissimi episodi di Canistro, stavolta è davvero troppo».

Per il presidente «serve maturità, soprattutto quando le cose non volgono al meglio. Quelle persone mi hanno deluso, evidentemente la città di Chieti non merita i miei sacrifici e quelli della mia famiglia. Contestare una squadra dicendo che non ha onorato la maglia nella partita di ieri è una falsità assurda».

Dal punto di vista del presidente «se il portiere dell'Aquila non avesse fatto un miracolo sul tiro di Berardino avremmo vinto. La partita l'abbiamo giocata e potevamo vincerla come perderla. Fa parte del gioco, ma l'impegno ed il rispetto per i colori neroverdi non sono mai mancati. Mi dispiace ma questo non è il mio calcio, farò tesoro di certe cose e deciderò bene il da farsi. Evidentemente qualcuno si divertirà a tornare a vedere il Chieti sui campi di terra della provincia».

09/05/2011 18.29