SERIE A

Il Pescara sogna e si illude, ma alla fine si accontenta. Col Napoli è 2-2

Inizio da sogno dei biancazzurri: Benali-Caprari fanno volare il Delfino

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Il Pescara sogna e si illude, ma alla fine si accontenta. Col Napoli è 2-2

PESCARA. Il Pescara prima domina e sogna il colpaccio, poi soffre e si accontenta dopo il ritorno veemente del Napoli nella ripresa. 2-2 il finale con tanti applausi dello stadio Adriatico che hanno premiato una prestazione del Delfino generosa e positiva sotto tanti punti di vista. Peccato solo il blackout nella ripresa che ha consentito al Napoli prima di rientrare nella contesa e poi di pareggiare.

Col chiaro intento di irrobustire il centrocampo e prestare il fianco il meno possibile alle veloci ripartenze dei partenopei, Oddo relega in panchina Manaj (positivo il suo precampionato, ndr) per inserire Verre sulla trequarti in appoggio di Caprari. L'avvio, carico di tensione e di emozione, è subito difficile per il Pescara, in grande difficoltà nel veloce e preciso giro palla del Napoli.


Al secondo giro di orologio pallone al limite per Hamsik che per questione di centimetri non inquadra lo specchio della porta. Esaurita la tensione iniziale, l'undici di Oddo tenta di aumentare i giri motore, creando col passare dei minuti i presupposti per far male ad un Napoli sornione e tutt'altro che irresistibile. All'ottavo (non certo a sorpresa, ndr) il Pescara passa in vantaggio. Azione studiata a tavolino, passaggio profondo di Verre per Benali che elude la trappola del fuorigioco e tutto solo davanti a Reina non sbaglia. L'Adriatico diventa un catino rovente e gli ospiti ballano paurosamente in difesa.

Al decimo affondo di Biraghi sulla sinistra che da posizione decentrata costringe Reina agli straordinari in angolo. Un minuto dopo la risposta del Napoli: traversone sul secondo palo di Hamsik per l'inserimento di Callejon che al volo spara sul fondo. La reazione dell'undici di Sarri però non mette i brividi ad un Pescara perfettamente inserito nel contesto della gara: quadrato in difesa e sempre pronto a ribaltare con rapidità l'azione da difensiva a offensiva.

Al 24' dalla distanza Valdifiori sfiora l'incrocio. Al 26' però è ancora il Pescara a mettere i brividi al Napoli. Cambio di campo meraviglioso per Benali, pallone in mezzo per la botta di Verre che viene contrata da un difensore partenopeo.


Al 35' il 2-0 dei padroni di casa è realtà. Altra azione da manuale, palla allargata per la fuga sulla destra di Zampano e cross nel mezzo per Caprari: anticipo secco su Albiol e Koulibaly e Albiol e sfera nel sacco.

Prima del riposo colpo di testa nel mucchio di Albiol che sfiora il palo, a testimonianza che questo Napoli è pericoloso soltanto su calci da fermo.

Bene i biancazzurri anche nell'approccio ai secondi 45 di gioco, poi i cambi di Sarri (dentro Mertens e Milik e fuori Insigne e Gabbiadini, ndr) spaccano la gara e mutano la storia del match. Al 14' verticalizzazione di Valdifiori per Mertens, che fa tutto da solo e dai 20 metri fa secco Reina. Passano 4 minuti ed il Napoli pareggia i conti. Liscio clamoroso di Coda in area e ancora Mertens a tu per tu con Bizzarri non commette errori.


È tutto un altro Napoli, ma è anche diverso il Pescara, colpito nel morale e stanco dopo i grandi sforzi profusi nella prima ora di gioco. Oddo corre ai ripari inserendo Manaj per Memushaj e pochi minuti dopo è costretto ad inserire anche Zuparic per l'infortunato Coda.

L'inerzia però è tutta partenopea. Al 34' giallo in area del Pescara. Presunto fallo in area di Zuparic su Zielinski e calcio di rigore per il Napoli assegnato da Giacomelli. Vibranti proteste del Delfino e decisione ribaltata dal primo addizionale Gianluca Rocchi (internazionale, ndr).

Al 37' sinistro potente di Milik e intervento decisivo in tuffo di Bizzarri, che si ripete 2 minuti dopo sempre sul centravanti polacco.

Al triplice fischio un pizzico di amarezza per i 3 punti sfumati, ma il pareggio all'esordio contro il Napoli vale oro per la classifica e per il morale.

 

 

PESCARA-NAPOLI 2-2 (primo tempo 2-0)

 

 

MARCATORI: 8'pt Benali (Pe); 35'pt Caprari (Pe); 14'st Mertens (Na); 18'st Mertens (Na).

PESCARA (4-3-2-1): Bizzarri; Zampano, Gyomber, Coda (26'st Zuparic), Biraghi; Cristante, Brugman (41'st Crescenzi), Memushaj (19'st Manaj); Benali, Verre; Caprari. A disposizione: Fiorillo, Aldegani, Bruno, Maloku, Selasi, Vitturini, Mitrita, Acatullo, Del Sole. Allenatore: Oddo.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Valdifiori, Hamsik (26'st Zielinski); Callejon, Gabbiadini (8'st Milik), Insigne (8'st Mertens). A disposizione: Rafael, Sepe, Strinic, Maggio, Chiriches, Grassi, R. Insigne, Lasicki, Luperto. Allenatore: Sarri.

ARBITRO: Piero Giacomelli della sezione di Trieste (Barbirati-Peretti).

NOTE: Presenti sugli spalti circa 18mila spettatori. Ammoniti: Albiol, Brugman, Gyomber, Mertens. Espulsi: nessuno. Recupero: 1'pt;

 

 


DOPO PARTITA


È un Massimo Oddo comprensibilmente soddisfatto quello che commenta con lucidità il 2-2 di grande valore del suo Pescara contro il Napoli. Un risultato giusto per i valori tecnici espressi in campo ma che lascia un pizzico di amarezza dopo un primo tempo stellare chiuso con ben 2 reti di vantaggio. Come però sottolineato dal tecnico pescarese, di fronte non c'era una squadra qualsiasi: «giocavamo contro il Napoli, una delle squadre migliori in Italia e che gioca in Champions League. Dopo un primo tempo molto buono ci siamo abbassati troppo favorendo il loro ritorno in partita. Siamo anche calati fisicamente sia perché non eravamo al 100% sia perché abbiamo speso molto nella prima ora di gioco».

«Alla vigilia non avrei firmato per il pari» – prosegue Oddo – «perché sapevo del valore della mia squadra. Questo però è un punto importante e lo accettiamo volentieri. Certo potevamo vincere e non sarebbe certo stato uno scandalo... dove può arrivare questo Pescara? Le neo-promosse sono sempre le prime accreditate alla retrocessione, ma abbiamo un gruppo forte e unito che può farcela. Lo abbiamo dimostrato oggi, mettendo in difficoltà una squadra senza punti deboli come il Napoli».


Poi un accenno al mercato: «Pepe è un nostro giocatore. Ci farà comodo da qui in avanti. Lo conosco molto bene e appena c'è stata l'occasione abbiamo deciso di prenderlo».

Bocche cucite invece in casa Napoli. Non per il risultato e per un inizio di stagione che lascia l'amaro in bocca ma per una decisione precedente alla partita col Pescara. Sarri dunque non ha bissato la conferenza stampa pre-gara, nella quale aveva duramente attaccato le condizioni del terreno di gioco dello stadio Adriatico.



Andrea Sacchini