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Virtus Lanciano niente campionato: i Maio gettano la spugna

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Virtus Lanciano niente campionato: i Maio gettano la spugna

Guglielmo e Valentina Maio


LANCIANO. Sparisce la Virtus Lanciano, non ci sarà l’iscrizione al campionato di Lega Pro. Svanisce un sogno che durava da anni. Delusione e rabbia, tra i tifosi.

I Maio gettano la spugna e con una lunga nota diramata in serata sul sito ufficiale, comunicano la decisione di non proseguire.

«La Virtus Lanciano non sarà iscritta al prossimo campionato di Lega Pro. E' con immenso dolore che ci troviamo a scrivere poche righe che non bastano sicuramente a colmare il vuoto di questa sconfitta; sconfitta di cui avvertiamo la responsabilità, ma di cui non possiamo nascondere o tacere l'ineluttabilità. Naturalmente», scrivono i Maio, « la Società farà fronte a tutti gli impegni contratti con i dipendenti, con i fornitori, con i consulenti, con gli istituti finanziari e con l'erario, cominciando dal rimborso degli abbonamenti (biennali) già sottoscritti per la stagione 2016/17; impegni che saranno onorati - scrive la proprietà nella nota - fino in fondo attraverso la forma della liquidazione volontaria della Virtus Lanciano 1924. Abbiamo sperato, e concretamente tentato, fino all'ultimo giorno utile di riuscire a fare l'ultimo passaggio, quello del ripianamento di bilancio, decisivo per perfezionare l'iter di iscrizione al prossimo campionato. Purtroppo non è stato possibile. Abbiamo delle responsabilità molto grandi - scrive la famiglia Maio - nei confronti delle nostre aziende per le quali è arrivato il momento di attuare programmi d'investimento e di ristrutturazione. Ci abbiamo creduto e provato fino all'ultimo momento, programmando anche un impegno, pluriennale e davvero considerevole, come principale sponsor al fianco della nuova eventuale proprietà. ma anche l'ultima trattativa, impostata su basi rigorosissime e con interlocutori affidabilissimi, non ha prodotto il risultato agognato. Ora non ci resta che prendere atto, con infinita tristezza, che questa splendida corsa è giunta al capolinea».

Oltre la rabbia si sta cercando di capire come si possa fare per cercare di non perdere questa occasione.

C’è chi parla di «tradimento» e chi di un possibile intervento del Comune di Lanciano. Ma il tempo stringe...

PUPILLO: «GIORNO MOLTO TRISTE»

«Oggi è un giorno molto triste per Lanciano. Non posso celare - ha scritto il primo cittadino sulla sua pagina Facebook - tutto il mio dispiacere per questo finale inatteso e doloroso. Oggi finisce un'era, straordinariamente bella, piena di successi e di grande passione. Per chi come me è legato ai colori rossoneri da decenni, da mille ricordi familiari, dalle tante partite sofferte e seguite in Curva Sud, il Lanciano è una questione di cuore. Da quando sono diventato sindaco di Lanciano cinque anni fa, è diventata anche una questione di testa. Da medico, e da sindaco, sono abituato ad offrire soluzioni, semplificare le cose che sembrano complicate, tentare di risolvere i problemi: negli ultimi giorni ho tentato, per quanto mi è stato possibile, di avvicinare al futuro del Lanciano persone serie e imprenditori affidabili che potessero assicurare continuità. Per ora, i miei tentativi sono andati a vuoto».

«Quando siamo arrivati a Palazzo di Città - ha aggiunto - abbiamo fatto tutto il possibile per adeguare il nostro Stadio Biondi, per renderlo sicuro e idoneo alla serie B e ai campionati professionistici in generale. Da ultimo, l'intervento dei nuovi Distinti, grazie all'attenzione della Regione e di chi vuole bene alla nostra città, di chi ha saputo investire insieme a noi su questi colori, per questa città. Noi per il Lanciano abbiamo sempre fatto la nostra parte come amministrazione. Ci siamo sempre stati, e sempre ci saremo. Al di là della categoria. Su questo non ci sono dubbi. Tra il 10 giugno di Trapani quando ci fu la storica quattro anni fa promozione dei rossoneri in B e questo 7 luglio c'è una parabola che ha colorato il cielo di rossonero, saputo scrivere pagine storiche, affiancato il nome di Lanciano a città come Palermo, Bologna, Bari, Verona, Cagliari...non dimentichiamolo in queste ore e stringiamoci ai nostri colori».