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Nazionale. Verratti sempre più leader: «non mi spaventano le responsabilità»

Azzurri impegnati nei prossimi giorni con Bulgaria e Inghilterra

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Nazionale. Verratti sempre più leader: «non mi spaventano le responsabilità»




COVERCIANO. Vivono un momento felice della loro giovane carriera calcistica Marco Verratti e Antonio Candreva, uno sempre più enfant prodige del Paris Saint Germain reduce dall’impresa europea di Londra con il Chelsea, il secondo tra i protagonisti dell’entusiasmante cavalcata della Lazio in campionato. Viste le assenze di due campioni del Mondo come Andrea Pirlo e Daniele De Rossi, le gare con Bulgaria ed Inghilterra potrebbero sancirne la definitiva consacrazione anche in maglia azzurra, tanto più che anche Antonio Conte ha confermato che per Verratti è arrivato il momento di prendere in mano le redini del centrocampo della Nazionale: “Potrò prendere in mano la squadra solo se avrò l’aiuto dei miei compagni – dichiara in conferenza stampa il centrocampista abruzzese – e se non sei Messi o Maradona bisogna parlare di squadra e non di un singolo. Se mi verrà data la possibilità di scendere in campo non potrò che essere contento di giocarmi la mia occasione. Sarebbe bello se diventassi il simbolo del ricambio generazionale in questa Nazionale, vorrebbe dire che sto facendo bene e che si punta su di me. E’ giusto che davanti a me ci siano ancora giocatori come Pirlo, si tratta di un campione che ha vinto tutto e io mi devo ancora guadagnare il posto. Magari in futuro il Ct ci proverà anche insieme, sono pronto a coprire più ruoli come ho anche già fatto in passato”.

E’ cresciuto in fretta Marco Verratti, volato da Pescara a Parigi senza nemmeno una presenza in Serie A. In Francia non lo conoscevano, ma partita dopo partita si sono innamorati di lui: “Non mi dà fastidio essere caricato di responsabilità – confessa –quando si viene in Nazionale ogni incontro è un esame di maturità e non puoi permetterti di sbagliare. Contro la Bulgaria sarà un match difficile, che bisognerà affrontare nel migliore dei modi. Non mi sento sotto pressione, cercherò di esprimermi al massimo”. Intanto a Coverciano sta imparando a conoscere sempre meglio Antonio Conte: “Dal punto di vista tattico è il miglior allenatore che ho avuto, so cosa vuole da me e cercherò di fare al meglio quello che mi chiede. Il mister punta molto sulla velocità per creare superiorità numerica in alcune zone del campo e cerca sempre di tenere la squadra corta”.

Definito da molti il miglior giocatore italiano del momento, Verratti sa che nel calcio basta sbagliare una partita per vedere cambiare repentinamente i giudizi di addetti ai lavori e tifosi: “Credo di essere all’inizio della mia carriera. Non bastano due o tre anni per essere definito un grande calciatore, devo migliorare molto e un bilancio potrò farlo solo a fine carriera, anche in base a quello che avrò vinto”.
Tra la maglia biancoceleste e la maglia azzurra le differenze non sono solo cromatiche per Antonio Candreva, che come Verratti cerca in Nazionale di confermare quanto di buono sta facendo con la squadra di club: “Nella Lazio gioco in maniera diversa, qui faccio l’interno di centrocampo – spiega ai cronisti – un ruolo che mi piace e che ho già ricoperto contro la Croazia. Comunque anche nel club sono abituato a fare le due fasi, sia quella offensiva che quella difensiva”.
Non manca la domanda sugli oriundi in azzurro e sulle convocazioni di Vazquez ed Eder: “Sono valori aggiunti a questa Nazionale perché stanno facendo un grandissimo campionato. Eder si sta riconfermando, viene da ottime stagioni. Tutti e due si sono ambientati molto bene perché anche noi come gruppo siamo stati bravi a farli integrare fin da subito mettendoli nelle migliori condizioni per esprimere al meglio le loro qualità”.