LUTTO

Lorenzo non ce l’ha fatta, morto in America dove era volato per curarsi

Il giovane atleta doveva sottoporsi ad una terapia sperimentale

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Lorenzo non ce l’ha fatta, morto in America dove era volato per curarsi

Lorenzo

LANCIANO. Tutto l'amore e la generosità di migliaia di persone che nemmeno lo conoscevano non sono bastati a salvargli la vita.
Non ce l’ha fatta. Dopo una lunga battaglia Lorenzo Costantini, il giovane calciatore della Virtus Lanciano volato in America per curarsi da una grave forma di leucemia è morto questa mattina all’ospedale di Philadelphia.
L’Abruzzo è l’Italia intera si erano mobilitati per una maxi raccolta fondi che in pochissime settimane aveva consentito di raccogliere 600 mila euro, cifra necessaria per una cura sperimentale negli Usa.
La notizia si è diffusa velocemente tramite i social network. Già da qualche giorno amici e sostenitori erano in ansia per le sue condizioni dal momento che la famiglia aveva fatto sapere che la situazione non era delle più favorevoli, a tal punto che il ragazzo non si era ancora sottoposto all’infusione di cellule staminali.
Nelle scorse settimane aveva anche dovuto affrontare un'infezione intestinale che, come aveva raccontato sempre la famiglia per aggiornare tutti i sostenitori della campagna ‘Lorenzo facci un goal’, lo aveva costretto ad un ricovero in terapia intensiva.
Oggi la notizia più brutta che nessuno voleva sentire. Anche Donato Di Campli, il procuratore sportivo che ha seguito Lorenzo nella sua attività agonistica e fatto decollare la campagna di solidarietà contattando diverse stelle del calcio, ha confermato la notizia pubblicando su Facebook l’immagine di un campo di calcio listato a lutto.
Lorenzo aveva scoperto di essere malato nella primavera del 2013. A maggio durante una seduta di allenamento si infortuna, lesione del crociato, ed è qui che svanisce il sogno di far parte della prima squadra della serie B del suo paese.

Il 14 giugno del 2013 a seguito degli esami di routine pre-intervento del crociato nell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero, gli viene diagnosticata la leucemia.

Di corsa all’ospedale di Pescara viene stabilita con certezza la malattia: leucemia linfoblastica acuta di tipo B Common Philadelphia positivo.
A settembre la famiglia decide di trasferire Lorenzo a Bologna in uno dei migliori centri di Ematologia al livello nazionale. Dopo vari cicli di chemio e farmaci sperimentali il 18 marzo del 2014 l’equipe decide di effettuare il trapianto da donatore (la sorella Roberta fortunatamente compatibile al 100%), ma a distanza di neanche 2 mesi ci viene comunicato il totale fallimento del trapianto, la malattia è presente come prima, anzi i suoi geni hanno avuto delle mutazioni e rispondono a poche terapie e per un breve tempo.

I primi di giugno Lorenzo viene di nuovo ricoverato in vista di una nuova chemio e di un possibile trattamento con linfociti T prelevati dalla sorella Roberta sempre donatrice.

I medici ventilano la possibilità di una reale guarigione presso un centro in America, a Philadelphia, dove effettuano terapie ancora sperimentali ma con ottime probabilità di riuscita anche per la malattia di Lorenzo. L’Italia si mobilita e raccoglie i 600 mila euro sperando di ridare la vita ad un giovane atleta che non ha masi smesso di crederci e di lottare.  Il papà Antonio ha subito chiuso la sua officina, fino al 16 novembre, ed è partito con la famiglia per gli Stati Uniti.