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Pescara calcio. Il favorito per la panchina è Giampaolo ma il sogno resta sempre Zeman

Il boemo però è conteso da Bologna e soprattutto Cagliari

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Pescara calcio. Il favorito per la panchina è Giampaolo ma il sogno resta sempre Zeman

PESCARA. Sfumati Drago (che nei giorni scorsi ha rinnovato col Crotone) e Foscarini (in realtà mai veramente cercato), al momento restano 2 i candidati principali alla panchina del Delfino: Marco Giampaolo e Zdenek Zeman, con il primo ampiamente in vantaggio viste e considerate le reticenze del boemo di ritornare in riva all'Adriatico.

Zeman, che entro la fine dei play-off darà finalmente una risposta definitiva ai dirigenti biancazzurri che in fondo sperano ancora nel miracolo, entro il weekend potrebbe accordarsi ufficialmente con il Cagliari di Giulini, che lo ha messo in cima alle sue preferenze. Più staccato il Bologna che deve ancora risolvere diversi problemi legati alla sopravvivenza del club prima di poter sferrare l'attacco concreto per l'ex Foggia, Lecce, Roma e Lazio.

Al momento dunque l'unico vero candidato è Marco Giampaolo, 46 anni, che dopo una lunga serie di avventure poco felici a Catania, Cesena e Brescia sarebbe ben felice di rimettersi in discussione nel suo Abruzzo.

Massimiliano Allegri lo ha indicato in passato  come uno degli allenatori più bravi di lui. Ha iniziato come osservatore nel Pescara, dove poi è diventato vice-tecnico. Lo stesso incarico lo ha poi ricoperto al Giulianova e al Treviso.

Nessuna novità invece sul fronte mercato in entrata ed uscita. Per il neo Ds Pavone, che sarà concretamente operativo in prima persona dopo il 30 di giugno, le prime grane da risolvere riguardano le dismissioni dei vari giocatori fuori dal progetto tecnico futuro che rientreranno dai rispettivi prestiti. Su tutti Bianchi Arce e Vukusic, che tra l'altro possiedono stipendi esorbitanti per la categoria e per il nuovo corso low cost del Pescara 2014/2015. Da valutare anche il futuro di Cutolo, Mascara e Sforzini (piace alla Salernitana, ndr), legati al club con contratti pluriennali che potrebbero non rientrare nelle priorità del nuovo tecnico.

Andrea Sacchini