SERIE B

I fischi dell'Adriatico condannano il Pescara: col Cittadella è solo 1-1

Rigoni risponde a Caprari: assente la reazione auspicata da Cosmi

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I fischi dell'Adriatico condannano il Pescara: col Cittadella è solo 1-1




PESCARA. Un Pescara ancora convalescente non va oltre l'1-1 all'Adriatico con il Cittadella e dopo una prova con molte più ombre che luci guadagna un punto tutt'altro che utile per la classifica. Vantaggio degli abruzzesi nel primo tempo al 33esimo con Caprari e pareggio nella ripresa al 19esimo con Rigoni.
È mancata la reazione tanto auspicata da Cosmi, con i biancazzurri sulla falsa riga di Brescia che per lunghi tratti della contesa hanno anche rischiato di capitolare più volte.
Tantissime novità per quanto riguarda lo schieramento iniziale scelto da Serse Cosmi. Rivoluzione parziale con il ritorno nell'undici base di Pelizzoli e Capuano, recuperati dai rispettivi infortuni, che insieme a Zauri e Cosic compongono la linea difensiva. A centrocampo Nielsen e Bovo cerniera di centrocampo con Salviato e Ragusa a presidio delle corsie esterne. In avanti Brugman in posizione inedita di finto trequartista dietro il tandem Maniero-Caprari.
Nel Cittadella mister Foscarini si affida all'esperienza dei sempreverdi Pierobon (45 anni compiuti, un vero record nei campionati professionistici italiani, ndr) e Coralli ed opta per un offensivo 4-3-3 con il compito di pungere affidato al tridente formato da Surraco, l'ex Piscitella ed appunto Coralli.
Arbitra Francesco Paolo Saia della sezione di Palermo davanti a circa 6mila spettatori.

PRIMO TEMPO. LAMPO RAGUSA, LETALE CAPRARI: 1-0 PESCARA
Gambe bloccate e pensiero fisso alle polemiche del post-Brescia. Con poche idee e costrutto, i primi minuti del Pescara sono pervasi da ansie e paure col pubblico dell'Adriatico tutt'altro che disposto a tollerare passaggi sbagliati e l'atteggiamento molle di Brescia.
Col passare dei minuti, favorito dal ritmo basso di un Pescara che soprattutto a centrocampo non va oltre al compitino ed al passaggio molto facile in orizzontale, il Cittadella guadagna terreno pur senza creare occasioni da gol pulite.
Brugman nel ruolo di raccordo tra centrocampo ed attacco non sembra dare garanzie e con Salviato e Ragusa timidi sulle fasce per i biancazzurri è dura trovare sbocchi. Cosmi in panchina è una furia e sulla prima giocata di qualità di Ragusa, impalpabile fino al 33esimo, è il Pescara a sbloccare il risultato: splendida palla dell'ex Ternana nel mezzo per Caprari che solo davanti a Pierobon non sbaglia. La reazione del Cittadella non va oltre un tentativo di testa di Surraco ed i padroni di casa, fragili psicologicamente tanto nella sconfitta quanto nelle vittorie, creano più volte i presupposti per il raddoppio peccando però di precisione e determinazione sotto porta quando Maniero spara addosso a Pierobon un bel cioccolatino di Brugman.
Giallo poi nel finale con un presunto penalty negato a Maniero, che verrà ammonito da Saia per simulazione scatenando le proteste di pubblico e calciatori al rientro negli spogliatoi. 


SECONDO TEMPO. REAZIONE CITTADELLA E PESCARA RIMONTATO
Nella ripresa l'approccio più aggressivo del Cittadella mette in seria difficoltà la retroguardia abruzzese. I buoni ritmi imposti dall'undici di Foscarini creano almeno in avvio due nitide palle gol. Al sesto traversone di Surraco per il colpo di testa di Scaglia che esalta i riflessi di Pelizzoli. Un minuto dopo Lora nel cuore dell'area di rigore cestina l'1-1 calciando sul fondo. È un Cittadella però diverso che dopo un primo tempo colpevolmente passivo intuisce le difficoltà tecniche ed emotive di una delle difese più perforate dell'intera B.
Al 18esimo cross di Colombo per la testa di Coralli che colpisce la traversa. Sul successivo campanile inserimento perfetto di Nicola Rigoni che insacca a porta praticamente sguarnita: giusta punizione per un Pescara rientrato dagli spogliatoi spento e senza mordente.
Subito il pareggio Cosmi cambia inserendo Rizzo al posto dell'infortunato Nielsen nel tentativo di dare nerbo e sostanza al centrocampo. Sostituzioni anche per Foscarini che comprende la ghiotta opportunità di far propria l'intera posta in palio: dentro il gigante Djuric fuori l'evanescente Piscitella.
È il momento peggiore del Pescara che in disarmo totale si offre completamente in pasto ad un Cittadella incapace però di assestare il colpo ferale. Tra il 18esimo ed il 28esimo si contano almeno 4 clamorose palle gol per gli ospiti con Coralli impreciso sempre libero da marcature. La più clamorosa al 26esimo capita però sui piedi di Rigoni che in precario equilibrio manda sull'esterno della rete un bel tocco sotto di Djuric.
Ma il Pescara (almeno sulla carta) ha qualità superiori ed al 29esimo sfiora il 2-1 prima con Maniero che spara addosso a Pierobon e poi sulla ribattuta di Caprari che centra in pieno un difensore veneto.
Poi nel finale neanche gli ingressi di Sforzini e Politano modificano gli equilibri con l'unica buona chance che capita a tempo quasi scaduto sulla testa del centravanti ex Bari e Grosseto che non inquadra lo specchio della porta. Al termine sonori fischi che condannano una prova insufficiente sotto tutti i punti di vista di un Pescara ancora in convalescenza dopo Brescia.
Giovedì turno pasquale a Terni.

TABELLINO
PESCARA (3-4-1-2): Pelizzoli; Zauri, Cosic, Capuano; Salviato, Nielsen (19'st Rizzo), Bovo, Ragusa; Brugman; Caprari (35'st Politano), Maniero (30'st Sforzini). A disposizione: Svedkauskas, Cutolo, Bocchetti, Di Francesco, Zuparic, Karkalis. Allenatore: Cosmi.
CITTADELLA (4-3-3): Pierobon; Colombo, Scaglia, Pellizzer, Alborno; Lora, Busellato, Rigoni; Surraco (42'st Di Donato), Coralli (30'st Perez), Piscitella (19'st Djuric). A disposizione: Fasolo, Gasparetto, Coly, Azzi, Marino, Jidayi. Allenatore: Foscarini.
ARBITRO: Francesco Paolo Saia della sezione di Palermo. Guardalinee: Di Iorio-Di Vuolo.
NOTE: Presenti sugli spalti circa 6mila spettatori. Ammoniti: Maniero, Scaglia, Salviato, Surraco, Busellato, 


Andrea Sacchini