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Serie A. Ecco il calendario 2013-2014

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Serie A. Ecco il calendario 2013-2014



MILANO.  C'è chi, come Marotta, è fatalista commentando la partenza in salita della Juventus. Chi, come Lotito, un po' si preoccupa e spera che la sua Lazio cominci bene. Chi, come Preziosi, si lamenta perché «è troppo presto per il derby di Genova alla terza giornata».
 E chi, come Galliani, sospende ogni giudizio, limitandosi a battezzare come «il derby del panettone» l'Inter-Milan della 17/a giornata.
«Speriamo che i due allenatori mangino il panettone, chi perde il derby - ha sorriso l'ad rossonero - potrebbe non riuscirci, proprio alla vigilia di Natale».
 Allegri e Mazzarri avranno fatto gesti scaramantici guardando in diretta su Sky la compilazione dei calendari, la cui lettura potrebbe cambiare dopo la chiusura del mercato. Le trattative finiranno solo dopo la seconda giornata, e alla terza c'é Inter-Juventus, che hanno animato l'estate con l'affare Isla.
«La trattativa è chiusa, Isla resta», ha chiarito il dg bianconero Marotta, apparentemente non preoccupato dall'inizio di campionato, che alla squadra di Conte riserva Sampdoria e Lazio prima dell'Inter.
«La partenza è difficile, ma bisogna giocare con tutti - ha notato - Siamo la squadra da battere, dobbiamo evitare i rischi dell'appagamento».
«Per l'Inter si preannuncia un finale di girone d'andata e di campionato infuocato», secondo il dg nerazzurro Fassone. E' più accigliato Lotito. «La partenza non è delle più semplici, ma chi ben comincia è a metà dell'opera», osserva il presidente della Lazio, che alla quarta giornata vivrà in trasferta il derby con la Roma, priva alla seconda della sua Curva Sud (chiusa a maggio per cori razzisti contro Balotelli) contro l'Hellas Verona. Chissà se lo giocherà Osvaldo.
«Lo potremmo tenere», spiega il dirigente giallorosso Fenucci, offrendo uno dei tanti spunti di mercato che dominano la serata. Agenti della Digos fuori da Sky, agenti (tanti) di calciatori dentro, pronti ad agganciare presidenti e dirigenti appena finisce la diretta tv, disertata da De Laurentiis che questa sera al San Paolo ha programmato il vernissage del suo Napoli. C'è chi ha già fatto molto, come Lotito («Abbiamo preso 7 giocatori con 28 milioni di euro, senza vendere nessuno: Hernanes non è sul mercato») e Leonardi («Smentiremo chi dice che Cassano durerà 6-7 mesi al Parma»).
 E non mancano i nodi da sciogliere, come quello che riguarda Ljajic, in bilico fra il rinnovo alla Fiorentina e la tentazione Milan.
«Stiamo cercando di rinnovare ma - avverte il ds viola Pradè - vogliamo solo gente motivata».
 Non mancheranno le motivazioni alle tre neopromosse.
«Siamo soddisfatti e convinti di poter lottare per la permanenza in serie A - assicura il n.1 del Sassuolo Rossi - dopo il Trofeo Tim la mia paura è che i giocatori si convincano di essere all'altezza di Juve e Milan e facciano brutta figura in campionato».
«Sarà una lotta che andrà oltre noi tre», prevede il presidente dell'Hellas Verona Setti, e fra le concorrenti c'è la Sampdoria. «Abbiamo fatto un grande investimento tenendo Delio Rossi, abbiamo scelto molti giovani per abbassare il monte stipendi, e - dice il ds Osti - la salvezza è il nostro obiettivo».

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