Calcio. Cambia la geografia della B: leader l'Emilia Romagna. Abruzzo con 2 squadre

La provincia di Modena presente con 2 formazioni

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Calcio. Cambia la geografia della B: leader l'Emilia Romagna. Abruzzo con 2 squadre




PESCARA. Nelle scorse settimane i play-off conclusi di Lega Pro e Serie B hanno definitivamente chiarito il quadro delle partecipanti al prossimo campionato cadetto. A meno di clamorosi cataclismi legati a filoni ancora irrisolti di calcioscommesse ed alla posizione finanziaria non ancora stabile del Siena, ai nastri di partenza sarà l'Emilia Romagna la regione più rappresentata con 3 formazioni: Modena, Carpi e Cesena. Poi tanto equilibrio con diverse regioni a ruota con 2 rappresentanti: la Lombardia con Brescia e Varese, il Veneto con Cittadella e Padova, la Toscana con Empoli e Siena, la Campania con Avellino e Juve Stabia, la Calabria con Reggina e Crotone, la Sicilia con Palermo e Trapani e naturalmente l'Abruzzo con Pescara e Virtus Lanciano. Una formazione per Piemonte (Novara), Liguria (Spezia), Umbria (Ternana), Lazio (Latina) e Puglia (Bari). Nessuna rappresentante per Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Marche, Molise, Sardegna e Basilicata. Friuli Venezia Giulia e Sardegna, rispettivamente con Cagliari ed Udinese, possono però fregiarsi di un club in Serie A.
Geografia della cadetteria dunque parzialmente rivoluzionata dall'ultima stagione, con le Marche che hanno perso l'unica rappresentante dopo la retrocessione dell'Ascoli. Nulla da fare invece per Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Molise e Basilicata che da diversi anni non hanno un club in Serie B. In particolare nessuna squadra della Valle d'Aosta ha mai partecipato alla B.
Nella storia, la regione più rappresentata è stata di gran lunga la Lombardia con 24 formazioni, seguita da Emilia Romagna e Toscana con 14. A seguire Campania, Puglia e Veneto con 10 squadre. Abruzzo stabile a 4 con Pescara, Virtus Lanciano, L'Aquila ed il Castel di Sangro. Chiudono la classifica Molise (Campobasso), Sardegna (Cagliari) e Trentino Alto Adige (Bolzano) che precedono la Valle d'Aosta ancora ferma a 0.
Andrea Sacchini