Gran Sasso Rugby. Loredana Micheli: «la nostra storia, dalla scuola di Navelli alla Serie A»

La presidente che ha portato la Gran Sasso in Serie A si racconta a Pdn

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Gran Sasso Rugby. Loredana Micheli: «la nostra storia, dalla scuola di Navelli alla Serie A»




L'AQUILA. La promozione storica in Serie A di Rugby della Gran Sasso, ottenuta in rimonta domenica al Fattori col Tarvisium dopo il pesante ko dell'andata, non ha lasciato indifferente neanche il presidente del Coni Malagò, in visita a L'Aquila un paio di giorni di fa per un importante convegno su sport e ricostruzione. L'impresa della formazione di mister Rotilio ha realizzato i sogni sportivi della presidente Loredana Micheli, che da anni con grande impegno guida con eccellenti risultati la Gran Sasso. La patron che ha portato la Gran Sasso in Serie A, a PrimaDaNoi.it ha raccontato l'emozione di un pomeriggio storico ed indimenticabile per tutto il movimento rugbistico abruzzese: «non sono stata io a portare la Gran Sasso in Serie ma viceversa. Io sono orgogliosa di questa squadra e di questo gruppo. È difficile spiegare cosa si prova in questi momenti di gioia e soddisfazione. Siamo ancora molto confusi e sappiamo che l'anno prossimo ci aspettano difficoltà maggiori, per me, per la squadra e per tutto il consiglio direttivo. Ci stiamo già muovendo per un progetto triennale».
Una promozione che ha un grandissimo significato anche per la città di L'Aquila: «in questo momento L'Aquila deve puntare anche sullo sport per rinascere. Se una piccola squadra come la Gran Sasso è riuscita a raggiungere un livello così importante, questo dimostra che in città ci sono risorse importanti che possono far crescere la città e farla tornare ad una condizione di vivibilità migliore rispetto quella di adesso».
Ora la Serie A: «è un campionato difficilissimo pieno di squadre ben strutturate, che hanno svolto una serie di attività diverse da quelle nostre. Il nostro girone era molto più facile rispetto al loro. La prossima stagione sarà improntata alla permanenza in Serie A».

DALL'ISTITUTO SCOLASTICO DI NAVELLI ALLA SERIE A...
Per apprezzare al meglio una grande impresa sportiva è sempre buona cosa ricordare da dove si è partiti: «la Gran Sasso è nata all'interno di un ente scolastico. La federazione per la divulgazione dello sport consente la creazione di enti scolastici che poi partecipano a campionati studenteschi. All'istituto comprensivo di Navelli è stato creato questo ente scolastico. Quando poi i ragazzi si diplomavano ci sembrava un vero peccato sprecare tutto questo patrimonio sportivo ed umano. Da qui è nata la Gran Sasso Rugby, proprio per continuare il progetto già iniziato».
«Dalla scuola di Navelli» – prosegue Loredana Micheli – «alcuni ragazzi ci hanno accompagnato fino alla Serie A. All'epoca infatti già giocavano con noi capitan Giampietri, Valentino Feneziani e Giuseppe Eusani, che nella loro carriera hanno militato in squadre importanti come L'Aquila Rugby, Calvisano e Venezia Mestre. Giampietri poi ci ha regalato la meta decisiva che ci ha portato in Serie A».
Tanti i ringraziamenti doverosi: «siamo riusciti ad arrivare dove siamo solo grazie agli sforzi condivisi di tutta la dirigenza. Da persone che accompagnano la squadra agli allenamenti, alle signore che lavano le maglie della squadra nelle loro lavatrici per poi passare agli sponsor che ci sono stati vicini nonostante questo difficile momento a livello economico un po' per tutti».
«Abbiamo ricevuto aiuti importanti anche da tanti comuni e sindaci» – prosegue la presidente della Gran Sasso Rugby – «ed i ragazzi hanno ringraziato tutti con questa vittoria incredibile che ci ha portati in Serie A. Una vittoria che ci ha ripagato di tutti i sacrifici fatti in questi anni».

PROGETTI TECNICI E DI SOLIDARIETÀ
Tra i progetti tecnici portati avanti da mesi dalla Gran Sasso c'è la stretta collaborazione con il Sambuceto Rugby: «sono una realtà giovane del comprensorio pescarese. Grazie a questo progetto hanno giocato con noi 3 giocatori che venivano dal Pescara Rugby: Marco Mistichelli, Riccardo Mancini ed Alberto Santavenere. Hanno dato un apporto importante alla squadra. Puntiamo tanto a ragazzi giovani che crescono con la nostra maglia. L'attaccamento a questa è la prima cosa nel rugby. Questi ragazzi hanno viaggiato con qualsiasi condizione atmosferica da Pescara a L'Aquila per allenarsi e per giocare almeno 4 volte a settimana».
«Puntare sui giovani è una mossa vincente» – continua Loredana Micheli – «ma è chiaro che accanto a loro servono ragazzi con esperienza che possano aiutarli ad integrarsi nel progetto».
Gran Sasso società vincente che lavora moltissimo anche nel sociale: «ci è sembrato giusto già all'indomani del terremoto, che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, di metterci a disposizione di qualcuno che avesse bisogno di noi. Abbiamo creato partnership con Action Aid ed abbiamo collaborato con l'associazione 180 amici, psicologi per l'emergenza che hanno lavorato anche in Emilia dopo il sisma».
«Ci sembra doveroso dare un'immagine diversa dello sport» – chiude la presidente della Gran Sasso – «visto che anche il rugby è lo sport di sostegno per eccellenza».

Andrea Sacchini