IL FATTO

Debiti del Pescara calcio. Sebastiani sbotta: «ora basta, andiamo via da Pescara»

Dura presa di posizione del patron biancazzurro che medita anche l'addio

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Debiti del Pescara calcio. Sebastiani sbotta: «ora basta, andiamo via da Pescara»




PESCARA. Nelle ultime ore è esplosa nuovamente e fragorosa la polemica tra l'Amministrazione Comunale e la Pescara calcio dopo la presentazione dell'Ordine del Giorno in Consiglio Comunale che chiede all'Amministrazione di provvedere, con tutti gli strumenti disponibili, a recuperare il credito di oltre 380 mila euro vantato con il club adriatico. L'ordine del giorno, presentato da Renato Ranieri presidente Commissione Finanze, Bilancio, Tributi e Politiche Comunitarie presso Comune di Pescara, è stato votato dalla maggioranza del Consiglio Comunale, sindaco Luigi Albore Mascia compreso.
Nella serata di ieri non si è fatta attendere la risposta piccata e provocatoria del patron del Pescara, Daniele Sebastiani che ha minacciato per l'ennesima volta di trasferire la squadra in un'altra città: «se siamo un problema per qualcuno non ci penserò su 2 volte a portare la squadra lontana dall'Abruzzo. Qualche mese fa avevo già trovato un comune disposto ad ospitarci e non sarebbe un problema trovarlo anche per il prossimo campionato di Serie B».
«Da giorni preparavamo la campagna abbonamenti ed aravamo attenti sulla scelta del mister» – va avanti Sebastiani – «ma queste cose ti fanno venir voglia di gettare la spugna». 


«Se siamo un problema per qualcuno, porterò a giocare il Pescara lontano dall'Abruzzo», ha detto il presidente, «già l'anno scorso avevo trovato un comune fuori Abruzzo che si era detto disponibile ad ospitarci. Questo sarebbe possibile anche per il prossimo torneo.
«Altro che Zeman o Marino. Di fronte a queste cose mi verrebbe voglia di mollare tutto e andare via. Come Pescara Calcio - ha detto Sebastiani - non abbiamo ricevuto nulla dal Comune. Una volta che arriveranno le carte le leggerò e vedremo poi cosa fare anche con i nostri avvocati. Qui si parla di 80 mila euro per un magazzino che non è nemmeno a norma e di 300 mila euro per danni subiti allo Stadio Adriatico durante la festa promozione dell'anno scorso dopo la vittoria di Genova con la Sampdoria. Voglio però ricordare che quella sera fu il Comune ad aprire lo stadio visto che noi eravamo in Liguria. Non vorrei che tutto questo si ancora collegato alla questione dei biglietti tolti ai consiglieri comunali. Ripeto: se diamo fastidio, siamo pronti ad andare via da Pescara. Anche domani stesso».
«Il Consiglio Comunale non ha altro da fare che pensare al Pescara», chiude il presidente del sodalizio biancazzurro, «non abbiamo pendenze di canoni con nessuno. Quando c'erano gli accrediti per Ranieri non c'erano problemi, ora tutto è cambiato da quando abbiamo tolto questo privilegio. Volevo sapere dove erano questi signori quando i vecchi proprietari della Pescara calcio non pagavano nulla». 


Andrea Sacchini