CALCIO

Nazionale. Verratti scalpita per gli Europei: «non vado in Brasile? Nessuna delusione...»

Su Zeman: grande maestro, quando parla te ne ricordi

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Marco Verratti

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PARIGI. Lontano dalla sua Pescara, Marco Verratti è tornato a parlare sulla Gazzetta dello Sport del suo indimenticabile passato in Abruzzo e del presente, che lo vede grande protagonista nel Psg campione di Francia e futuro pezzo da 90 della Nazionale Under 21 che tra pochi giorni inizierà in Israele la propria avventura nell'europeo di categoria.
Verratti, di comune accordo con il Ct Cesare Prandelli che lo ritiene un punto fermo in vista del prossimo mondiale di Brasile 2014, non parteciperà alla Confederation Cup di giugno per essere utilizzato da Mangia negli Europei Under 21. Una scelta, quella di Prandelli, che non ha minimamente scalfito la tranquillità dell'ex regista del Pescara: «non c'è nessun problema sulla mancata convocazione per la Confederation Cup. Ho parlato con Prandelli e già da molto tempo sapevo che avrei fatto gli Europei in Israele. Sono orgoglioso e felice e non vedo l'ora di scendere in campo con l'Under 21. L'Europeo è una competizione molto importante. Dobbiamo cercarlo di vincere anche perché abbiamo una grande squadra».
Dalla Serie A con il Pescara allo scudetto di Francia con il Paris Saint Germain: «sono stati 2 anni fantastici e molto fortunati. Nel calcio conta la vittoria e sono contento di aver vinto lo scudetto al primo anno col mio nuovo club. In Francia sono migliorato moltissimo grazie ai miei compagni ed al mister (Carlo Ancelotti, ndr). Ci sono dei grandi campioni ed il solo allenamento con loro ti fa migliorare tantissimo».
«Sono soddisfatto della mia scelta di andare al Psg» – prosegue Verratti – «e spero nei prossimi anni di continuare a vincere e migliorare».
Su Ancelotti, Zeman e Prandelli che lo hanno allenato negli ultimi anni: «Ancelotti è una persona fantastica dentro e fuori dal campo. Sa gestire campioni e giovani nel migliore dei modi. Mai nessuno screzio nello spogliatoio. Zeman è stato fondamentale perché mi ha dato la spinta giusta nel momento più importante della mia carriera. Quando parla non ti scordi di quello che dice. Parla poco ma quello che dice è sempre importante».
«Prandelli invece l'ho vissuto poco» – chiude Verratti – «ma è un mister molto preparato anche se l'ho avuto soltanto in 3 partite amichevoli».
Andrea Sacchini