Ortona Pallavolo. Passione e volontariato: questa è l'Impavida

Il patron della Sieco Service si racconta a Pdn: «nessun segreto, tanta passione»

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Ortona Pallavolo. Passione e volontariato: questa è l'Impavida






ORTONA. Passione, volontariato, competenza ed un pizzico di fortuna che nello sport come nella vita non guasta mai. Questi sono i segreti della Sieco Service Ortona che nell'ultimo anno di Serie A2 ha tenuto altissimo l'onore della pallavolo abruzzese raggiungendo i play-off promozione nella massima divisione. Un'annata straordinaria, piena di emozioni e soddisfazioni con l'Ortona a battagliare spesso e volentieri alla pari con alcune tra le piazze più prestigiose del panorama nazionale del volley cadetto.
La realtà ortonese a conduzione familiare, presidente Tommaso Lanci con i figli Nunzio ed Andrea rispettivamente allenatore e palleggiatore-capitano della squadra, rappresenta probabilmente un unicum in Italia, almeno per quanto riguarda lo sport professionistico.
La famiglia Lanci tra passione e sacrifici vive da sempre di pallavolo, come ha raccontato a PrimaDaNoi.it il patron del club, Tommaso Lanci: «non ci sono segreti. I miei figli hanno sempre fatto quello sport ed amano la pallavolo. Col passare degli anni hanno coinvolto me e mia moglie ed ora io giro l'Italia prima con Nunzio che è stato campione d'Italia Under 16 ed Under 18 e poi con Andrea che è 9 anni più giovane. Quando Nunzio ha smesso di giocare ha iniziato ad allenare ed è rimasto in società, Andrea invece è ora palleggiatore e capitano dell'Ortona».
«Io col passare degli anni grazie a loro mi sono appassionato a questo sport» – va avanti Tommaso Lanci – «e sono stato uno dei fondatori dell'Impavida Pallavolo. Poi il lavoro mi ha portato lontano dall'Italia ed ho potuto partecipare alla società solo a livello economico...».
Poi la crisi soprattutto economica, che ha avvicinato la Pallavolo Ortona vicino al baratro nel lontano 2001: «nel periodo peggiore della crisi i miei figli hanno chiesto il mio aiuto, convincendomi di prendere in maniera definitiva la squadra per farla bella come un tempo. Ed ora siamo arrivati qui quest'anno a giocarci addirittura la promozione in Serie A1».


L'Ortona mancava da oltre vent'anni dalla A2 ed il bilancio non può che essere positivo: «per forza. Siamo partiti per raggiungere la salvezza e con una paura grande di sfigurare a livello nazionale. Questo perché la squadra era composta per l'80% da giocatori di categoria inferiore con l'aggiunta di 2 giocatori che potevano darci esperienza: l'opposto Leano Cetrullo e lo schiacciatore Garret Muagututia».
Proprio il giocatore americano è risultato essere fondamentale nella stagione degli impavidi: «lo abbiamo visto in un video e siamo stati anche fortunati. Il resto della squadra era composto da ragazzi di B1 che però avevano una voglia matta di giocare e di farsi valere. Ne è venuto fuori un campionato incredibile che ci ha resi orgogliosi».

IL PUBBLICO È IMPAZZITO PER QUESTA SQUADRA
Spinta da un pubblico incredibile che ha superato più volte le mille unità, con la società che ad inizio campionato aveva addirittura pensato di allargare la capienza del palazzetto, i risultati della squadra hanno fatto da volano ad una passione già presente in città e non solo: «qui ad un certo punto erano tutti impazziti (ride, ndr) sia ad Ortona sia in tutto l'Abruzzo, che è una regione florida a livello pallavolistico ma un po' povera per quanto riguarda gli investimenti monetari. Il pubblico ha capito che stavamo facendo uno sforzo economico grandissimo per divertirci e far divertire i nostri tifosi e siamo felicissimi di questo».
«Per quanto mi riguarda è stato l'anno più bello ed intenso» – prosegue Lanci – «nonostante le vittorie e le promozioni dalla Serie C alla B2 e da quest'ultima alla B1. Questo è l'anno con più grandi soddisfazioni. Basti pensare che mio figlio (Andrea Lanci, ndr) è partito un po' impaurito di non essere all'altezza dell'A2 ed invece è risultato essere una delle carte vincenti della stagione. Anche Nunzio era un debuttante. La nostra è tutta una squadra di debuttanti quindi più soddisfazione di questa è impossibile».

VOLONTARIATO E PASSIONE PER POTER DIRE "CI SONO ANCHE IO" NELLA FAVOLA
Per portare avanti una favola o più semplicemente un lavoro impegnativo ed anche ricco di soddisfazioni è indispensabile l'aiuto di validi collaboratori: «abbiamo persone che danno una mano incredibile alla società come il Direttore Sportivo, il Team Manager, chi si occupa della sicurezza e dell'organizzazione, lo staff tecnico, l'ufficio stampa e nessuno di loro viene retribuito. Sono tutti amici miei e dei miei figli che si sono buttati con noi in questa avventura. La soddisfazione di tutti noi è quella di essere lì nel palazzetto e poter dire "ci siamo anche noi ed è merito anche nostro tutto questo". Ed è una delle carte vincenti dell'Impavida».
«Ci dicono che questo è un posto favoloso per fare sport» – a buon ragione sostiene Lanci – «i giocatori non sono stressati dal dover raggiungere risultati stabiliti. Noi abbiamo solo parlato di rimanere in A2 per dare lustro alla nostra cittadina. Noi siamo soddisfatti quando vinciamo ed anche quando perdiamo lottando e giocando al massimo».

FUTURO E RIMPIANTI
La stagione regolare, pur positiva sotto tutti i punti di vista, si è chiusa con la sconfitta ai play-off promozione contro il Sora. Proprio il ko contro i laziali rappresenta l'unico vero rammarico per il patron dell'Impavida: «abbiamo avuto un giocatore fantastico come Muagututia che ha trascinato la squadra ai play-off ed è arrivato nelle statistiche tra i primi 5 giocatori in attacco, ricezione ecc. Proprio nell'ultima partita dei play-off a Sora ha avvertito un po' di stanchezza, ma sono cose normali che capitano in una stagione lunga e difficile. Non avevamo un giocatore che potesse sostituirlo perché certo non possiamo permetterci tanti giocatori di grande livello come lui».
«Il rimpianto è proprio quello di non essere andati avanti per un'altra partita» – sottolinea Lanci – «perché bene o male abbiamo vinto una partita quasi con tutte le squadre più forti».
Con la pausa estiva non si interrompe ovviamente il lavoro della Pallavolo Ortona, che nel prossimo anno sarà attesa al varco non essendo più la matricola sconosciuta di inizio anno: «l'obbiettivo è quello di fare una squadra che possa reggere l'impatto con tutte le squadre della categoria, per prenderci soddisfazioni anche con le squadre più titolate. Bisogna evitare campionati difficili da terzultimo posto e stiamo già lavorando per una salvezza tranquilla già parecchi mesi prima della fine della stagione».

Andrea Sacchini