Gran Sasso Rugby. Capitan Giampietri suona la carica: «più forti dell'anno scorso»

Ai giovani che si avvicinano al rugby: «è una palestra di vita»

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Gran Sasso Rugby. Capitan Giampietri suona la carica: «più forti dell'anno scorso»

Daniele Giampietri




L'AQUILA. La Gran Sasso Rugby continua la preparazione soprattutto fisica in vista del rush finale di stagione. La squadra guarda con grande concentrazione al match interno di domenica col Cus Roma con fischio d'inizio ore 14,00 al Campo Comunale di Paganica. L'attenzione però è tutta rivolta alla coda play-off visto l'importante vantaggio di 17 punti sulla seconda in classifica. Nonostante ciò la Gran Sasso, dopo il ko di domenica sul campo del Primavera Roma, non può più permettersi passi falsi non tanto per la classifica ma per mantenere altissimi morale e concentrazione.
«Dispiace aver perso col Primavera» – racconta il capitano della squadra, Daniele Giampietri – «ed è la dimostrazione che ogni partita è difficile e fa storia a se. Siamo pronti a giocare i play-off e non vediamo l'ora di giocarli per provare a conquistare la promozione nella categoria superiore. Sicuramente l'esperienza dell'anno scorso ci è servita...».
Finalissima appunto l'anno scorso persa dopo una prestazione sfortunata degli abruzzesi. Una ferita ancora aperta per chi proprio l'anno scorso ha vissuto un'amarezza sportiva così grande: «vogliamo riscattarci. La squadra è sicuramente più forte dell'anno scorso. Ci sono stati nuovi innesti che hanno portato qualità. Inoltre tanti ragazzi che già c'erano l'anno scorso hanno imparato tantissimo dall'esperienza della stagione passata».
«La nostra forza è sicuramente il gruppo» – prosegue Giampietri – «con la grande voglia di lottare e combattere tutti insieme per lo stesso obbiettivo che adesso è rappresentato dalla promozione. La voglia di stare tutti insieme ci aiuta negli allenamenti di tutti i giorni».
Giampietri, 27 anni ancora da compiere, è il giovane capitano di una squadra che fin'ora ha fatto molto bene. Un motivo di orgoglio in più per chi ha militato anche nell'Aquila Rugby: «la Gran Sasso è la società che ha sempre creduto in me e con la quale ho iniziato a giocare a 12 anni. Il fatto che mi abbiano fatto capitano appena sono tornato mi riempie d'orgoglio. Allo stesso tempo sento che i miei compagni si aspettano molto da me e da parte mia cerco di metterla tutta per fargli vedere che meritano un capitano così».

I GIOVANI E LA NAZIONALE AZZURRA DI RUGBY
Poi un appello ai giovani che hanno l'intenzione di avvicinarsi a questo sport: «chi non si è ancora avvicinato deve farlo al più presto. Questo sport ti insegna davvero a vivere, ti aiuta a crescere e ti insegna cose che ultimamente poco vengono approfondite in altri campi della vita. È una palestra di vita».
Da sportivo ed amante di questo sport, capitan Giampietri ha visto e ammirato le imprese nel Sei Nazioni della Nazionale Azzurra, capace di battere Francia ed Irlanda e di perdere di strettissima misura nella tana dell'Inghilterra: «sono rimasto sorpreso da questa Italia. Non pensavo che Brunel potesse in così poco tempo dare una mentalità vincente alla squadra. Prova sempre a giocare ed imporre il proprio gioco, dimostrando di non essere soltanto una squadra cuscinetto. Le belle prestazioni contro Irlanda, Francia ed Inghilterra sono un ottimo segnale in vista del futuro. Manca soltanto un po' di continuità».
Scontata la scelta del giocatore preferito: «sicuramente Andrea Masi, aquilano come me, che viene da 2 anni giocati a livelli straordinari. Anche Parisse è un grandissimo giocatore e come lui almeno altri 3-4 dell'attuale rosa azzurra». 


Andrea Sacchini