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Delfino Pescara. Bucchi predica nel deserto: «è difficile ma la salvezza è ancora lì...»

Il tecnico richiama la squadra alla lotta ma i numeri sono impietosi

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PESCARA. Il Pescara ha ripreso questa mattina gli allenamenti per aumentare condizione atletica in vista della pausa del campionato per le nazionali. Da valutare i diversi infortuni che hanno falcidiato la rosa biancazzurra, con l'obbiettivo e la speranza di recuperare qualche elemento importante in vista della ripresa del torneo il sabato di Pasqua con la trasferta a Parma. L'ennesima sconfitta, la nona nelle ultime dieci partite, ha ulteriormente indebolito le velleità salvezza di una squadra fiaccata nel morale e con più di un mese e mezzo in serie B. I numeri da questo punto di vista sono impietosi: ultimo posto, peggior attacco e difesa, striscia peggiore di risultati consecutivi ed un calendario da qui a maggio tutt'altro che alla portata degli abruzzesi.
Fondamentale da qui a fine torneo sarà onorare il campionato, al di là della salvezza o meno: «non possiamo nasconderci. Col Chievo era una partita molto importante. La sconfitta ci ha tagliato le gambe però bisogna trovare la forza di andare avanti. Ci sono però ancora tanti punti a disposizione e soprattutto tanti motivi per dare il massimo e far vedere le proprie qualità e crearsi un mercato per chi vuole andare via. Chi ha fatto bene invece vorrà confermarsi».
«L'atteggiamento deve essere sempre positivo» – prosegue Bucchi – «abbiamo un calendario difficilissimo ma queste grandi partite possono dare motivi per dare ancora di più in palcoscenici importanti. Ad oggi la matematica non ci condanna, dobbiamo crederci fino alla fine. Il Genoa è più attrezzato di noi per salvarci ma alla fine è lì alla nostra portata».


Qualche recriminazione sul match perso col Chievo Verona ma non solo: «è chiaro che serve fortuna e noi ultimamente non ne abbiamo avuta. Dobbiamo però essere bravi a crederci sempre ed a migliorare. Le difficoltà a livello fisico? Nel secondo tempo abbiamo avuto un calo vistoso, ma ho pensato fosse più giusto concentrare tutte le nostre energie nel primo tempo. Abbiamo portato diversi uomini in area ed abbiamo fatto bene nei primi 45 minuti, poi è venuta meno la condizione».
«Abbiamo perso 2 partite per errori nostri» – prosegue Bucchi – «però ci sono stati errori arbitrali decisivi. Non è un alibi però avrei voluto avere i 2 calci di rigore giusti, poi magari avremmo perso per 5-2, ma io voglio i 2 rigori a favore. Per questo capisco il rammarico della società».
Sui cambi effettuati tutti per cambiare volto all'attacco: «la volontà era quella di osare. Ho messo tutti gli uomini offensivi a mia disposizione perché era fondamentale vincere. Sono rimasto un po' deluso da chi è entrato perché speravo potesse cambiare la partita. In questo momento le nostre virtù sono abbastanza ridotte sotto il profilo fisico e cerchiamo di ottimizzare il tutto».
Possibile un'amichevole sabato per mantenere alta la tensione: «vediamo anche perché abbiamo tanti giocatori fuori. La speranza è che la sosta ci aiuti a recuperare condizione ed infortunati».
Sul futuro e sulla possibilità di tornare alla Primavera biancazzurra o provare gavetta in categorie inferiori: «grazie ai giovani ho capito che questo è il mestiere che voglio fare. Io spero di essere all'altezza con un po' di gavetta, spero di meritare una panchina di una squadra professionista. Si ragiona in maniera diversa tra giovanili e professionisti». 


Andrea Sacchini