SERIE A

Delfino Pescara. Bergodi: «il mercato? Non è il momento di fare polemiche con la società»

Il tecnico non vuole gettare la spugna: non siamo con un piede e mezzo in serie B»

Andrea Sacchini

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Andrea Sacchini

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Cristiano Bergodi

Cristiano Bergodi

PESCARA. Ripresa degli allenamenti oggi pomeriggio al Vestina di Montesilvano per un Pescara ferito dall'ennesima sconfitta, la quinta, nelle ultime 6 partite.

 I dati oggettivi, difesa più perforata della categoria ed attacco che produce azioni offensive col contagocce, non inducono all'ottimismo anche per la difficoltà del calendario che da qui a poche settimane vedrà i biancazzurri sfidare le formazioni più in forma o le più forti del campionato. Il tutto senza dimenticare che la classifica inizia ora a farsi dura, con il Pescara terzultimo insieme al Siena, che è in vantaggio negli scontri diretti, a 4 lunghezze dalla zona salvezza. Questo alla vigilia di 2 partite sulla carta proibitive con Lazio ed Udinese che potrebbero sancire la virtuale retrocessione di un Pescara allo sbando, privo di identità e soprattutto di qualità tecniche e caratteriali fondamentali per sovvertire l'attuale momento difficile. Di errori di valutazione nel mercato invernale e soprattutto estivo ne sono stati fatti parecchi, ma ovviamente il tecnico Cristiano Bergodi, almeno a parole, non ha nessuna intenzione di gettare la spugna a 13 giornate dalla fine, con 39 punti ancora a disposizione: «non possiamo lottare. Bisogno liberarci dal blocco mentale. Non voglio sentire che siamo con un piede e mezzo in serie B perché mancano ancora tante partite. Dobbiamo continuare a lottare perché il campionato non è finito. Vedo troppo pessimismo, dobbiamo lavorare molto dal punto di vista mentale».
I numeri però sembrano aver condannato già questo Pescara: «i ragazzi soffrono oltremodo quando prendono gol. Dalla partita con la Fiorentina abbiamo dilapidato 5 punti di vantaggio. Alla fine del primo tempo ho visto i ragazzi convinti come sempre, poi il gol del vantaggio ci ha condizionati a livello psicologico. La partita del Siena con la Lazio dimostra che non tutto è perduto e che non bisogna mai mollare. Capisco che l'ambiente è depresso ma manca ancora tanto».

LE POLEMICHE SUL MERCATO

A fine partita il tecnico Bergodi non ha risparmiato una stoccata alla società per quanto riguarda il mercato condotto a gennaio: «hanno il diritto di giudicare quello che dico. Non voglio rispondere perché la ritengo una cosa stupida. Preferisco non fare polemiche in questo momento. Tutte le componenti devono essere unite senza risposte piccate. Da parte mia non c'era nessuna intenzione di fare polemica con il presidente Sebastiano o il Direttore Sportivo Delli Carri. Loro sanno come la penso...».
Su Caraglio e Bianchi Arce: «avevamo bisogno di giocatori già pronti per la serie A ma evidentemente il mercato ha potuto offrire questo. Kroldrup? Quando ha giocato ha fatto campionati importanti in serie A. Lo avremo con noi 10 giorni e vedremo se è in grado di darci una mano fino alla fine dell'anno. Ha esperienza e questo per noi può essere importante».
Sui 2 giorni di riposo anziché optare per un ritiro: «i programma era già stato fatto. Non ho pensato di riportare la squadra in ritiro come col Bologna. Ritiro che non ci ha fatto bene quindi ho scelto per una strada diversa. I ragazzi in campo mettono l'impegno massimo anche se alcuni forse vivono un momento psicologico difficile».
Sulla fragilità difensiva: «vedremo in settimana è un momento delicato non possiamo nasconderci dietro un dito. Sta a me cercare di capire anche magari cambiando sistema di gioco. Marchiamo a uomo e certi gol presi come col Cagliari non sono accettabili. Non ho mai chiesto di fare il fuorigioco su di un cross laterale».
A testimoniare che i guai non finiscono mai, con la Lazio con il tecnico Bergodi dovrà rinunciare a parecchie pedine per infortuni e squalifiche: «Weiss ha sbagliato e verrà punito dalla società giustamente. Per gli altri dispiace, vedremo le soluzioni migliori nel corso della settimana»