Calcio a 5. Chaguinha racconta la sua AcquaeSapone

Il cinque di Città Sant'Angelo prepara l'esordio di Coppa il 28 febbraio

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Calcio a 5. Chaguinha racconta la sua AcquaeSapone




CITTÀ SANT'ANGELO. È il primo a chiudere ogni varco in difesa. Il primo ad uscire in pressing sull’avversario. Il primo a far ripartire il contropiede. Il primo a smarcarsi per ricevere il pallone in zona gol. Gli mancano solo i guanti per poter parare, e diverrebbe un’intera squadra racchiusa in poco meno di 170 centimetri. Bruno Rocha Cavalcante, meglio conosciuto nel mondo del futsal come Chaguinha, è la grande rivelazione dell’attuale campionato di serie A. Un fenomeno vero, non solo per doti tecniche, tattiche e fisiche. Il piccolo robot di Fortaleza, 24 anni, arrivato dalla Liga spagnola (Lobelle Santiago), è uno spettacolare uomo spogliatoio e un campione di fair play: ha il sorriso stampato sul volto e risponde così anche alle botte che gli avversari gli riservano in campo. Proteste e reazioni, lui non sa neanche cosa siano. Il numero 2 (“il primo che mi hanno dato dopo le giovanili, mi ha sempre portato bene e non lo cambio”) angolano gioca e torna alla sua vita di ogni giorno: telefonate a mamma Joacira e papà Chagas (da qui il suo nomignolo), e alla fidanzata Mikele, che presto lo raggiungerà in Italia (“ora però non può perché studia e lavora a Fortaleza”). Allenamenti, film e partite alla Play contro l’amico Bassani (“Io gioco con Barcellona o Real perché i miei idoli sono Messi e Cristiano Ronaldo”).
Venerdì scorso contro il Kaos l’ennesima dimostrazione di essere di fronte ad un grande talento. Che quasi si stupisce quando viene invitato a rilasciare un’intervista. Ti guarda come per dire: “Perché? Cos’ho fatto di così importante?”. Intanto ha segnato il suo 5° gol stagionale in 14 partite giocate, visto che la sua stagione è iniziata solamente alla sesta di andata, a Bologna. “Sono molto contento di questi gol. E anche se non sono un giocatore che segna tantissimo, cinque sono ancora pochi, sono abituato a segnarne qualcuno in più. L’importante resta la vittoria della squadra: se arriva senza i miei gol, io sono felicissimo lo stesso”.

Da quattro mesi gioca regolarmente con Zaramello e compagni, ma lo fa con tanta naturalezza da sembrare un veterano del gruppo. “Mi trovo bene con i compagni, e negli schemi del mister. Questo mi mette ancora più voglia di dare il massimo ogni volta che entro in campo”. Il suo spirito è la dimostrazione lampante del clima che regna nello spogliatoio nerazzurro. “Dopo quelle due sconfitte consecutive, ci siamo compattati, abbiamo parlato tra di noi e ci siamo ribaditi un concetto: sappiamo quali sono le nostre possibilità e ci crediamo. Poi, quando tutto danno il cento per cento, arrivano sempre risultati positivi”. Quando segna, Chaguinha guarda sempre verso la tribuna. “Perché dedico i miei gol a Michel Bassani, che sta giocando con l’Under 21 al momento ma è mio coinquilino qui a Città Sant’Angelo”.
Il passaggio dalla Liga alla serie A è stato indolore per il tuttofare di Bellarte. Eppure le differenze non mancano: “Questo è un campionato con molto contatto fisico. Ci sono grandi giocatori e ci vuole forza per competere. E’ bello giocare in Italia. In Spagna si punta di più sulla tecnica, c’è meno agonismo”. Tra i tanti big affrontati finora, uno lo ha impressionato davvero: Lima, dell’Asti. A lui farà visita venerdì prossimo nell’anticipo in diretta su Raisport1, in Piemonte. “Una squadra fortissima, che ha molta qualità. Rispettando al massimo il loro valore, andremo lì per cercare la vittoria. Con concentrazione e un’ottima difesa, possiamo fare risultato anche ad Asti”.
Poi scatta la Final eight. La prima in Italia per Chaguinha. Il 28 c’è la Marca. “I quarti sono la partita più difficile: nelle gare secche può accadere di tutto, c’è massima incertezza. Ma se passassimo il primo ostacolo, potremmo compiere qualcosa di grande…”.