SERIE A

Delfino Pescara. Bergodi: «si respira aria da funerale, ma non siamo finiti»

Il tecnico biancazzurro analizza alla ripresa il delicato momento della squadra

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Cristiano Bergodi

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PESCARA. Musi lunghi in casa Pescara alla ripresa degli allenamenti al campo Vestina di Montesilvano in vista della delicata e decisiva trasferta di domenica prossima a Palermo. Erano assenti diversi nazionali, Quintero, Bjarnason, Cosic, Caprari, Capuano e Weiss, ma il momento è topico per cementare il gruppo e cercare una risalita che appare difficile ma non impossibile. Tutto ad ogni modo dipenderà dalle prossime 2 partite con Palermo e Cagliari. 2 scontri diretti che diranno quanto questo Pescara può ancora sperare nella salvezza.
La squadra è reduce dalla quarta sconfitta consecutiva domenica contro il Bologna. Un ko amaro perché arrivato al termine di 90 minuti nei quali la squadra ha dato, nonostante l'impegno profuso, quasi sensazione di impotenza al cospetto di una compagine tutt'altro che trascendentale, che ha disputato un incontro non certo sopra le righe. Il tecnico Cristiano Bergodi, che è tornato a parlare dopo il rovescio con gli emiliani, ha però smentito questa visione dei fatti, ponendo il Pescara allo stesso livello delle altre pretendenti alla salvezza: «sento atmosfera già funerea ma il campionato è ancora lungo ed abbiamo tutte le possibilità per reagire. Siamo passati dalle stelle alle stalle però occorre un po' più di equilibrio. Ci sono altri 45 punti in palio, può succedere di tutto e bisogna lottare. I ragazzi devono tirar fuori quel qualcosa in più che in quest'ultimo periodo non riusciamo a dare».
«Dobbiamo tornare ad essere più umili» – prosegue Bergodi – «ritrovando lo stesso spirito di squadra della partita con la Fiorentina. Bisogna reagire come abbiamo fatto in campi molto difficili come a Firenze o Milano, dove tra l'altro abbiamo disputato una buona partita. Mentalmente dobbiamo essere più forti al di là della possibilità di fare gol e creare azioni pericolose».
Sul ritiro della settimana scorsa: «il ritiro non è servito a nulla, sono sempre stato contro ai ritiri. Ci siamo sempre allenati bene in città e ci sembrava stupido tornare nuovamente in ritiro».

LA SCONFITTA INTERNA COL BOLOGNA
Sulla partita persa col Bologna: «non siamo riusciti a reagire dopo alcune gravi disattenzioni e cali di concentrazione. Dobbiamo migliorare molto ma bisogna evitare certi errori in serie A perché vieni punito alla prima occasione. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo in cui tutti hanno lavorato nella squadra. Poi nella ripresa è andato tutto storto a partire dalla prestazione».
«È evidente che questa squadra abbia giocatori giovani e debuttanti in serie A» – prosegue Bergodi – «e questo può essere uno svantaggio per noi. È una squadra adeguata alla categoria ma non possiamo permetterci di avere diversi giocatori sottotono».

PALERMO E CATANIA DECISIVE PER IL FUTURO
Le gare con Palermo e Catania diranno molto sulle reali possibilità di salvezza di questo Pescara: «le prossime 2 partite saranno decisive. Lavorerò con lo stesso impegno e forza delle ultime settimane. È un momento difficile ma dobbiamo venirne fuori. Palermo e Cagliari rappresentano un crocevia importante della nostra stagione. Ma solo perché siamo terzultimi non è il momento di celebrare già il nostro funerale».
Su Quintero che venerdì rientra in gruppo dopo un campionato sudamericano Under 20 vissuto da grandissimo protagonista: «è un giocatore importante, spero resti fino a giugno ma è chiaro che davanti proposte irrinunciabili è difficile dire di no. Non l'ho mai avuto a disposizione e non vedo l'ora di lavorare con lui. A livello tattico ed in campo sto pensando a diverse soluzioni che possano esaltare le qualità del ragazzo, che sono importanti».
Andrea Sacchini