CALCIO

Serie A. Bjarnason e Terlizzi suonano la carica: «col Catania bisogna vincere»

Il centrocampista islandese: «con Stroppnon giocavo e non conosco il motivo»

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Bjarnason

PESCARA. Il Pescara prosegue gli allenamenti in vista della delicata partita di venerdì sera all'Adriatico col Catania.

Ex di turno sarà Christian Terlizzi, che a Catania ha vissuto 4 anni importanti con la maglia rossoazzurra: «ho passato 4 stagioni da protagonista a Catania, lì sono stato benissimo e ho lasciato tanti amici. Ho un ottimo ricordo della squadra e della città ma ora sono un giocatore del Pescara e faccio il mio lavoro. È un momento particolare del campionato, sarà importante per noi vincere in vista delle prossime partite difficili con Fiorentina ed Inter».
«Se faccio gol?» - prosegue il difensore del Pescara – «sicuramente non esulterò per rispetto del Catania che mi ha dato tanto e che mi ha sempre portato rispetto. Loro per noi sono un esempio da seguire come club. Acquistano giocatori giovani e li fanno crescere in un contesto consolidato da anni. Interpretano alla perfezione il calcio italiano e l'obbiettivo salvezza che viene centrato ogni anno».
Il Catania in casa è formazione in grado di battere chiunque. Lontano dal Massimino però gli etnei hanno avuto un rendimento parecchio diverso: «loro fuori casa hanno un atteggiamento diverso e sarà fondamentale dunque il nostro modo di interpretare ed affrontare la partita. Dipenderà da noi, servirà la giusta cattiveria e determinazione per tutti i 90 minuti di gioco. Credo che saranno importanti i primi 20 minuti di gioco che sono la base di ogni match».

DA STROPPA A BERGODI...
Da Stroppa a Bergodi è cambiato il modo di affrontare le partite di un Pescara più quadrato nonostante i risultati fin qui deludenti del nuovo tecnico (3 punti in 4 partite giocate, ndr): «a livello personale è cambiato il mio stato fisico, sono venuto in ritiro in estate senza preparazione poi a campionato in corso ho subito fastidi al ginocchio».
«Nel complesso invece» – prosegue Terlizzi parlando della squadra – «con Stroppa abbiamo sbagliato soprattutto noi perché sono i giocatori che vanno in campo. Lui ha avuto la sfortuna di non avere quasi mai la squadra al completo tra infortuni, ritardi di condizione ed altro. Sono i giocatori spesse volte a fare grandi gli allenatori».

BJARNASON ED IL POCO UTILIZZO CON STROPPA
Uno degli elementi della rosa biancazzurra che più hanno giovato del cambio in panchina è sicuramente Bjarnason, che dall'avvento in panchina di Bergodi ha conquistato un posto da titolare: «io mi sento bene e sono contento di giocare e delle possibilità che mi sono state offerte in queste ultime settimane. Il mio ruolo preferito è mezz'ala di sinistra ma mi trovo molto bene anche dietro la punta».
Il poco utilizzo con Stroppa ha messo in difficoltà un giocatore che fino all'anno scorso era titolare fisso nello Standard Liegi: «non so perché non giocavo con Stroppa. In allenamento ho sempre dato il mio massimo ma non venivo considerato. Non so il motivo, bisognerebbe chiederlo a lui...».
«Sono stati mesi difficili» – prosegue Bjarnason circa il suo scarso utilizzo con l'ex allenatore – «ed ho anche pensato di lasciare Pescara perché a 24 anni ed avevo bisogno di un club che mi facesse giocare tattico. Ora sono contento e resterò fino a giugno sicuramente».
Con il Milan nonostante una prestazione generosa i biancazzurri sono stati sconfitti per 4-1: «il primo tempo è stato difficile ed il Milan ha giocato meglio di noi. Nella ripresa abbiamo creato diverse occasioni da gol e dopo il 2-1 siamo arrivati vicini al pareggio. Nel complesso però siamo stati sfortunati negli episodi decisivi della gara».

Andrea Sacchini