SERIE A

Dimissioni Stroppa. A chi ora la panchina del Pescara?

Situazione difficile per il nuovo tecnico alla vigilia di un trittico di partite durissime

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Daniele Delli Carri

Daniele Delli Carri


PESCARA. La sconfitta di ieri per 1-0 a Siena e soprattutto la prestazione scialba della squadra nel secondo tempo non sono proprio andate giù all'oramai ex tecnico Giovanni Stroppa, che al termine della partita ha rassegnato le proprie dimissioni. “I giocatori non seguono più le mie indicazioni”. Sarebbero state queste le parole di Stroppa pronunciate all'indirizzo del Ds Daniele Delli Carri ed al patron Daniele Sebastiani, che stupiti non hanno potuto far altro che accettare la decisione del mister. Annuncio che ha colto un po' di sorpresa la proprietà del club, che per l'ennesima volta era pronta forse a rinnovare fiducia all'ex centrocampista tra le tante di Milan e Foggia.
Si apre ora la gara alla successione di Stroppa. Una corsa poco ambita giunta nel momento sicuramente peggiore della stagione biancazzurra calendario alla mano. Nelle prossime giornate il Pescara affronterà nell'ordine Roma in casa, Napoli fuori, Genoa all'Adriatico, Milan a San Siro, Catania in casa, Fiorentina ed Inter in trasferta. Tutti impegni sulla carta proibitivi eccezion fatta la gara col Genoa ultimo in classifica, a questo punto fondamentale in ottica salvezza.
Qualche settimana fa il timore della piazza era proprio quello di un cambio di allenatore alla vigilia di un trittico di partite così terribile. Il nuovo allenatore dunque percorrerà sin da subito una strada in salita irta di ostacoli.
Tanti i nomi che da qualche ora circolano nell'ambiente. Pasquale Marino e Franco Colomba sono al momento i favoriti anche se gli outsider non mancano, da Mario Beretta a Marco Giampaolo.
Non convincono del tutto Iachini, Zenga e Malesani. La società si è riservata almeno 24 ore per decidere il nome del successore di Stroppa.

RESPONSABILITÀ NON SOLO DI STROPPA

Si è detto spesso che questo Pescara nella mancanza di carattere e grinta fosse il prodotto della propria guida tecnica. Stroppa ha sicuramente le sue colpe riguardo ai continui cambi di formazione e di modulo. Ben 13 formazioni cambiate in altrettante giornate di campionato e tre moduli provati ognuno con pregi (pochi, ndr) e difetti (tanti, ndr). Dal 4-3-3 al 4-2-3-1 all'ultimo 3-5-2. Segno inequivocabile di molta confusione e poca chiarezza.
Non tutto però naturalmente è responsabilità diretta di Stroppa, che ha cercato in questi mesi col lavoro di rimediare ai tanti, troppi errori in fase di mercato della società biancazzurra. Dai tanti addii di giocatori importanti (anche se molti non di proprietà del Delfino, ndr) rimpiazzati da giocatori stranieri poco avvezzi al difficile campionato italiano, alla squadra praticamente fatta gli ultimi giorni di mercato. Forse è stato proprio questo il più grande rammarico di Stroppa, costretto a lavorare nella prima parte del ritiro estivo con un gruppo di giocatori diverso da quello che poi ha effettivamente iniziato la serie A.
Stroppa lascia la panchina del Pescara senza polemiche (almeno ad oggi, ndr) ed a testa alta. Resosi conto di aver perso il timone della squadra, non ha aspettato le decisioni della società e con onore si è assunto le proprie responsabilità. Perché se all'allenatore Stroppa può essere imputato qualcosa a livello tecnico, per quanto riguarda il lato umano c'è ben poco da dire.
Tocca ora ai giocatori dimostrare in campo che il problema non era e sicuramente non è soltanto Giovanni Stroppa. La squadra è chiamata ad una reazione già da domenica con la Roma ed in caso di prestazione negativa non ci saranno alibi di sorta.

Andrea Sacchini