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Finisce l'avventura col Delfino: Giovanni Stroppa si dimette

La comunicazione dopo la partita (persa) con il Siena

Andrea Sacchini

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Andrea Sacchini

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Giovanni Stroppa

SIENA: La Pescara calcio: «siamo sorpresi,  non ce lo aspettavamo»

Il tecnico del Pescara Giovanni Stroppa si è dimesso.
 Lo ha detto il d.s. del club abruzzese Daniele Delli Carri, parlando prima a Sky e poi ai microfoni di 'Stadio Sprint' su Rai 2.
«L'allenatore Giovanni Stroppa ha deciso di dimettersi - ha detto Delli Carri a Sky -. Non ce lo aspettavamo, nonostante la sconfitta. Vista la mancanza di stimoli abbiamo accettato le dimissioni. Non c'é coerenza in questo mondo al di là del calcio, ma qualcuno è abituato a prendersi le sue responsabilità. L'allenatore ci ha comunicato di non essere più in grado di andare avanti. Siamo rimasti sorpresi perché per l'ennesima volta avevamo dato piena fiducia a Stroppa, nonostante la sconfitta di Siena che rappresenta forse la peggiore prestazione fin qui in campionato del Pescara. Il mister ha condannato l'atteggiamento della squadra del secondo tempo» – prosegue Delli Carri – «la squadra secondo lui non rispondeva più a quello che voleva. Siamo rimasti spiazzati, ho chiesto a lui più volte di continuare ma non è stata la sua volontà. Noi abbiamo accettato perché insistere non è mai un bene».
Sul successore: «ora in settimana sceglieremo il nome del nuovo allenatore. Dobbiamo valutare in società».

SEBASTIANI: «BISOGNA TIRARE FUORI GLI ATTRIBUTI»
«Abbiamo accettato le dimissioni come è normale che sia» – racconta invece il patron del Pescara, Daniele Sebastiani – «abbiamo parlato una mezz'ora con lui, ha detto che ci voleva una scossa importante. Si è dimostrato un grande signore, ragazzo serio ed eccezionale. Qualcuno dentro la squadra deve capire che non è colpa dell'allenatore. Se questo non verrà compreso, in molti andranno via a gennaio. È il momento di tirare fuori gli attributi».
Sul nome del nuovo tecnico: «nessun contatto fin'ora, tra stasera e domani ci pensiamo. Non possiamo sbagliare, bisogna dare una scossa importante alla nostra stagione giunti a questo punto».
Sulle critiche rivolte alla società per questa stagione fin qui tutt'altro che esaltante: «la società prende applausi e critiche non ci sono problemi. Continuano a lavorare per il bene del Pescara».
«Sono molto amareggiato ed è inutile nascondersi» – conclude Sebastiani – «il Siena ha giocato alla morte su ogni pallone, noi invece no o qualcuno capisce che bisogna lottare o possono andare via».
Da settimane il contratto di Stroppa pareva in bilico ma anche dopo la pesantissima sconfitta 6-1 in casa con il Pescara il mister aveva mostrato in pubblico un cauto ottimismo: «vado avanti per la mia strada», aveva detto nell'ultima conferenza stampa.
La notizia delle sue dimissioni è stata data nella conferenza del dopopartita.
Agli inizi del mese la fesa più critica, dopo le tre sconfitte consecutive, il destino di Stroppa sembrava segnato. Le forti tensioni e le contestazioni della tifoseria avevano spinto la squadra ad un ritiro fuori Abruzzo prima dell’incontro con il Parma.

LA QUINTA PANCHINA CHE SALTA

Il tecnico lascia con un bottino di undici punti, lo stesso di Bologna, Palermo e Chievo. Non sufficiente, evidentemente, per continuare a combattere.
Le dimissioni di Stroppa  hanno causato il quinto cambio di panchina in serie A dall'inizio della stagione 2012-'13. La prima a saltare è stata quella del Palermo, il 16 settembre, con l'allontanamento di Giuseppe Sannino. Al suo posto è arrivato Gian Piero Gasperini, allenatore numero 41 nella gestione del presidente Zamparini, un record che non ha eguali nel mondo. Il 2 ottobre una 'doppietta': lo stesso giorno il Chievo ha esonerato Mimmo Di Carlo per affidare la squadra ad Eugenio Corini, mentre il Cagliari ha dato il benservito a Massimo Ficcadenti per accogliere in panchina Ivo Pulga. Il 22 ottobre è stata la volta di un altro presidente 'mangia-allenatori'. Il patron del Genoa, Enrico Preziosi, ha allontanato Gigi De Canio. Rossoblù nelle mani di Luigi Del Neri.