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Zeman al ‘France Football’: «il Pescara è stato il mio capolavoro»

«Non conta solo vincere, ma anche come»

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Zeman al ‘France Football’: «il Pescara è stato il mio capolavoro»
ROMA. «Per me non conta solo vincere. Il modo in cui si vince è altrettanto importante».

La Roma americana lo ha riportato nella Capitale dopo una stagione magica a Pescara anche per questo, per la sua visione del mondo. Per Zdenek Zeman, infatti, il calcio deve essere innanzitutto divertimento, sia per chi lo pratica in campo, sia per chi lo vede dagli spalti o davanti a un televisore. Il tecnico boemo, intervistato dal settimanale 'France Football' quando ormai la sua esperienza al Pescara era agli sgoccioli, ha ribadito la sua filosofia di lavoro, quella che ha fatto di Zemanlandia un tipo di «calcio che fa spettacolo, che fa divertire».
Ancor prima di cercare il risultato a tutti i costi. «Per me non conta solo vincere. Il modo in cui si vince è altrettanto importante - ha infatti spiegato il boemo alla rivista francese - e la mano dell'allenatore si vede nell'impronta che dà alla squadra».
«Ma quasi tutti sono convinti che a vincere siano gli allenatori - ha sottolineato - Io invece penso che a vincere sono le società, e se uno non ha alle spalle una società forte é difficile ottenere dei titoli. E' da vedere se certi allenatori che vincono nelle grande piazze, sarebbero capaci di farlo in realtà meno forti. Spesso accade che non vincano più...».
 Quest'anno Zeman è riuscito però a conquistare il campionato di Serie B alla guida del Pescara, restando fedele al proprio stile (ha chiuso col miglior attacco, 90 gol, e con una differenza reti di +35): «A Pescara ho trovato condizioni ideali per lavorare bene. E' stato il mio capolavoro - ha ammesso - Dicono che ora curo con maggiore attenzione la fase difensiva? Non credo... Nel calcio esistono due fasi ma se chiedi al giocatore cosa preferisce fare quello risponde sempre: la fase offensiva».
«Quanto agli spettatori, secondo voi, cosa preferiscono? - ha aggiunto - Preferiscono vedere gol e spettacolo, la squadra che va all'attacco, e non i vari catenacci. Quindi seguo quello che dice e chiede il popolo. "Penso che, a parte poche eccezioni di squadre che cercano un certo tipo di calcio, come il Barcellona o la nazionale spagnola, tutte le altre stanno in campo soprattutto per non fare giocare l'avversario» è stata quindi la riflessione di Zeman, con le eccezioni proprio di Barca e Real Madrid.
«Il Barcellona di Guardiola da alcuni anni è la squadra migliore al mondo - ha riconosciuto il boemo - Va anche detto che ha molti fuoriclasse, in particolare Messi. Per certi versi è molto dipendente dall'argentino. Per come vedo io il calcio fa troppo possesso palla e verticalizza poco, ma quando si hanno giocatori di questo livello uno si può permettere tutto».