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Serie B. Lanciano: dopo Gautieri si pensa al mercato. Da risolvere anche la grana stadio

Il Comune cerca soldi per ristrutturazione del Biondi

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 Serie B. Lanciano: dopo Gautieri si pensa al mercato. Da risolvere anche la grana stadio
LANCIANO. Dopo la conferma di Gautieri, che nel fine settimana ha firmato un biennale, il Lanciano sonda il mercato alla ricerca di rinforzi validi per affrontare senza troppi patemi il prossimo campionato di serie B.

Il Ds Leone, dopo lo splendido lavoro dell'anno passato, cerca giocatori in grado di sposarsi alla perfezione col progetto vincente della famiglia Maio e col modo di intendere il calcio ed il lavoro di mister Gautieri.
Molti elementi della rosa sono in scadenza di contratto, ma tra i protagonisti della promozione, Aridità e Volpe dovrebbero essere i primi a firmare il rinnovo. Sul mercato piacciono molto Di Tacchio e Fofana e si punta forte alle conferme di Pavoletti e Massoni, entrambi l'ultima stagione in prestito dal Sassuolo. Sul bomber rossonero però ci sarebbe stato nei mesi scorsi una sorta di accordo per il riscatto della metà fissata a circa 100mila euro.
Non c'è soltanto il mercato però in cima ai pensieri dei tifosi lancianesi e soprattutto della famiglia Maio. La questione stadio infatti in pochi mesi dovrà essere risolta, pena la disputa dell'intero campionato di serie B prossimo lontano dalle mura amiche del Biondi.
L'amministrazione comunale, presieduta dal primo cittadino Mario Pupillo, si sta impegnando per reperire i fondi necessari alla ristrutturazione ed all'adeguamento dello stadio Biondi. Attualmente l'impianto sportivo di Lanciano può ospitare circa 5mila spettatori e per avere la piena agibilità della Lega dovrebbe contenerne almeno 7mila. Le opere più importanti però riguardano steward, tornelli ed aree di pre-filtraggio. Occorre in totale una cifra vicina al mezzo milione di euro.
La famiglia Maio comunque, già da diversi mesi, non ha mai abbandonato il sogno dello stadio di proprietà, una necessità nel calcio e soprattutto nel mondo di oggi in piena crisi economica. L'impianto di proprietà, come accade a Torino con la Juventus, appare un investimento giusto e garantirebbe al Lanciano introiti economici sicuramente maggiori rispetto ad ora. I costi di costruzione però, qualora non ci fosse un progetto condiviso dalla città intera, sarebbero proibitivi ma già l'idea e l'intenzione rappresentano un buon punto di partenza.
Andrea Sacchini