PESCARA IN SERIE A

Pescara calcio, Giovanni Stroppa si presenta: sarà l'uomo dell'eterno confronto

C'è tutto il tempo per dimostrare la stoffa. Le qualità: umiltà, determinazione e voglia di vincere giocando un bel calcio

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Giovanni Stroppa

Giovanni Stroppa

PESCARA. Presentazione in grande stile per Giovanni Stroppa, nuovo allenatore del Pescara.

Stesso luogo della conferenza stampa di presentazione di Zdenek Zeman esattamente 12 mesi fa e stessa curiosità intorno all'uomo ed al personaggio calcistico. Diverso dall'anno scorso, almeno andando a sensazione, è soltanto l'accoglienza del pubblico. Un anno fa il bagno di folla fu impressionante con circa 2mila tifosi, oggi addirittura si sarebbero potute superare quelle presenze, complice anche il volano seguente la conquista della serie A, se solo il meteo fosse stato clemente. Stando ai freddi numeri Giovanni Stroppa, contando solo la panchina all'Alto Adige l'ultima stagione in Prima Divisione, non ha sicuramente il curriculum vitae del boemo e soprattutto l'esperienza in palcoscenici importanti come la serie A.
Cosa però abbiano spinto i dirigenti del Delfino a scegliere Stroppa non è difficile da intuire: viso disteso e sorridente, umiltà e determinazione, positività e soprattutto tantissima voglia di maturare e confrontarsi con il calcio che conta. Malgrado il curriculum vitae di Stroppa appare piuttosto scarno, basta vedere i filmati delle partite della Primavera del Milan e dell'Alto Adige in Prima Divisione per capire che alla base del suo modo di intendere il calcio c'è una filosofia ben precisa.
La stessa poi che hanno avuto Galeone prima e Zeman in un secondo momento, che tanto bene hanno fatto in riva all'Adriatico: divertirsi con la voglia di vincere giocando sempre bene, cercando un calcio che sia sempre propositivo ed imprevedibile per l'avversario.
Il 4-3-3 di Stroppa, questo è un dato di fatto, segna una chiara e netta continuità dal punto di vista tecnico con il Ds biancazzurro Daniele Delli Carri, certo del prolungamento del contratto di Zeman, che in questi mesi aveva sondato il mercato alla ricerca di elementi validi per il modo di giocare a 3 punte.
Stando almeno alle prime dichiarazioni, Stroppa è partito subito col piede giusto dichiarando di essere pronto e motivato per portare questo Pescara in serie A. Un club che, almeno nelle intenzioni, ha in cantiere progetti importanti per garantire continuità nella massima serie.
L'unico rischio, probabilmente ben ponderato dalla società, è quello di continui paragoni con Zdenek Zeman. Il bel gioco ed i risultati però avranno un contributo determinante per l'affezione che il pubblico tributerà alla squadra e alla società.


«NON POTEVO FARMI SCAPPARE QUESTO TRENO»
«Non potevo farmi scappare questo treno della serie A» – sono le prime parole di un Giovanni Stroppa visibilmente emozionato ma fermamente convinto della propria scelta e delle proprie possibilità – «raccolgo un'eredità molto pesante (Zeman, ndr) perché è difficile ripetere la stagione appena trascorsa, ma parto con un vantaggio: lavorerò con persone abituate ad operare in un certo modo».
Un aneddoto che spiega l'entusiasmo e la voglia di fare del nuovo tecnico...: «3 giorni fa ero in bicicletta poi arriva la telefonata del Ds Delli Carri. Non volevo crederci, sembrava fantacalcio invece era tutto vero. Il giorno dopo sono venuto a Pescara per parlare col presidente. Sono contentissimo, mi hanno riempito di orgoglio e felicità le parole del presidente nei 20 minuti di incontro che abbiamo avuto. Ho sposato in pieno questa avventura, non potevo lasciarmi sfuggire questa importante occasione».
Stroppa è allievo di Zeman non solo per l'utilizzo del suo stesso modulo di gioco di partenza: «Zeman è un maestro e non lo dimostrano soltanto i risultati che ha conseguito col Pescara. È stato molto importante nel mio processo di crescita, ma ho avuto anche altre fortune...».
Stroppa infatti da giocatore, oltre che da Zeman, è stato allenato anche da Sacchi e Capello: «ho avuto questa grande fortuna di essere allenato dai più grandi tecnici a livello italiano e mondiale. Tutti loro hanno dato una svolta chiara al calcio. Ho preso qualcosa da tutti, senza peccare di presunzione cercando i lati migliori di ognuno. La differenza però, come in ogni cosa, la fa il modo personale di gestire la squadra». 


DISCEPOLO DI ZEMAN... MA NON IN TUTTO

«Zeman per me è stato un punto di riferimento importante» – ha dichiarato Stroppa – «ma detto questo ognuno ha il suo modo di giocare. Cercherò principalmente di dare la mia identità alla squadra, attraverso cultura sportiva, mentalità e lavoro durante la settimana. L'obiettivo è quello di un gioco organizzato e piacevole, perché la piazza di Pescara per i suoi trascorsi (Galeone, Di Francesco, Zeman, ndr) merita il meglio ed è abituata al grande calcio».
«L'Alto Adige giocava un calcio spettacolare l'anno scorso» – prosegue Stroppa – «e sono arrivati risultati per molti versi inaspettati. Anche il Pescara l'anno scorso è stato un piacere vederlo giocare. Ha vinto il campionato di serie B con merito e dopo tanti anni si riaffaccia nella massima divisione». 


IL 4-3-3 DI GIOVANNI STROPPA
La filosofia di intendere il calcio di Giovanni Stroppa è chiara sin dai primi minuti: «giocare sempre propositivi tenendo in mano il pallino del gioco il più a lungo possibile. Oltre a ciò una fase difensiva organizzata ed attenta. È importante però non essere integralisti nel modulo di gioco. Ho giocato col 4-3-3 spesso ma anche col 4-2-3-1 con il centrocampista centrale leggermente spostato in avanti».
«Però una cosa è centrale» – puntualizza Stroppa – «il modo di interpretare la gara. Non faccio promesse, dico solo quello che dissi anche l'anno scorso con l'Alto Adige: sarà il campo a dare il suo giudizio». 


«SECONDA SCELTA? NON MI INTERESSA...»
A chi gli ha chiesto come si sentisse ad essere stato considerato una sorta di seconda scelta dopo i vari Delio Rossi, Ferrara, Gasperini ecc, Stroppa ha risposto: «seconda, terza o quarta scelta non mi interessa... l'importante è essere qua, il resto va tutto in secondo piano. Ho avuto la possibilità di andare ad allenare in serie B ed ero la prima scelta, poi hanno optato per altre soluzioni. Qui a Pescara non ero invece il favorito eppure ce l'ho fatta...».
«Funziona da sempre così nel calcio» – chiosa il neo-allenatore del Pescara – «da una parte si è primi e dall'altra ultimi. L'importante è cercare sempre di fare bene ed ottenere i risultati sperati».


NESSUNA BATTUTA SUL MERCATO
Al momento il cantiere Pescara è in piena evoluzione. Pochi giocatori importanti sotto contratto ed una squadra intera da costruire per la massima serie. Stroppa però ha accettato il giocattolo a scatola chiusa, rifiutando di rispondere alle domande sul mercato: «non voglio rispondere a nulla che riguarda il calciomercato, possibili arrivi e partenze. Non ho ancora avuto nessuna riunione di mercato, adesso non spetta a me dare giudizi o risposte. La base comunque è buona, ci sono giocatori importanti ed il giusto mix di giovani ed esperti».
Centrale nel nuovo Pescara sarà la figura di Marco Verratti ovviamente: «ha l'età dalla sua parte. Ha fatto vedere cose importanti che pochi hanno fatto. È un fuoriclasse, sicuramente partirà titolare nel mio 4-3-3 come centrocampista centrale». 


IL PRESIDENTE SEBASTIANI: «STROPPA NO SECONDA SCELTA»
La parola poi passa al patron Daniele Sebastiani, che ha sottolineato il fatto che Stroppa è stato fortemente voluto dalla società: «non è stata affatto una seconda scelta da parte nostra, l'abbiamo voluto fortemente. Siamo felici ed orgogliosi di accogliere qui a Pescara un allenatore giovane e motivato, sicuramente di belle speranze. Abbiamo deciso in poco tempo di affidare la guida tecnica a Giovanni Stroppa».
«La scelta da parte nostra è stata coraggiosa» – prosegue il presidente riguardo il curriculum scarno tra i professionisti di Stroppa – «ma ponderata perché conoscevamo già l'uomo, l'allenatore e sappiamo come va nel mondo del calcio. È giovane, ha fatto benissimo con l'Alto Adige e con il Milan e sono sicuro farà molto bene anche a Pescara».
La scelta di Stroppa ha rimarcato la chiara volontà della proprietà di continuare sulla falsa riga del 4-3-3 di Zeman: «il progetto era nato con lui ed è giusto ora dare continuità con l'ingaggio di Stroppa. Lo seguivamo da tempo e sono contento che sia qui. Mi ha dato una buonissima impressione, ha dimostrato grande voglia ed entusiasmo».
«Stroppa ci ha convinto subito» – ha concluso Sebastiani – «e sono certo che farà benissimo qui». 


SCELTA CORAGGIOSA CHE ALLA LUNGA POTREBBE PAGARE
La scelta di Stroppa, a sorpresa dopo che Ferrara e Gasperini per giorni erano tra i principali papabili alla panchina biancazzurra, sicuramente denota tanto coraggio da parte della dirigenza del Pescara ed anche un pizzico di incoscienza. La stessa, però, che l'anno scorso portò alla scelta di Zdenek Zeman da anni accantonato dal calcio che conta davvero. Stroppa, che avrà il difficilissimo compito di essere da raccordo tra il Pescara di Zeman ed il Pescara che torna nella massima serie a vent'anni di distanza, sicuramente dovrà essere messo in condizione di lavorare con serenità sia dai tifosi e soprattutto dalla società che in sede di mercato dovrà operare nel modo giusto. Malgrado alcuni tifosi abbiano storto il naso sulla scelta dell'ex giocatore di Foggia e Milan, va detto che non necessariamente per far bene un tecnico debba avere anni di serie A alle spalle. Ad ogni modo il tempo, giudice equo e imparziale, è galantuomo ed i frutti positivi o negativi della scelta si vedranno solo a campionato in corso.
Sicuramente il personaggio Stroppa ha destato una buona impressione. Entusiasta, propositivo, pieno di idee e soprattutto preparato, ha dato la chiara impressione di essere, si spera, la scelta giusta del dopo Zeman. Stesso modo di intendere il calcio, grande attenzione ai particolari e filosofia del lavoro che chiaramente indicano un sogno di continuità con i parametri portati a Pescara dal boemo. Ora, a qualcosa più di 2 mesi dall'inizio del campionato, si aspetta solo il verdetto del campo. 


CHI È GIOVANNI STROPPA
Giovanni Stroppa, nato a Mulazzano in provincia di Lodi il 24 gennaio 1968, ha iniziato la sua carriera da calciatore nelle giovanili del Milan prima di passare per 2 anni in prestito tra le fila del Monza. Nel 1989 torna alla base e viene utilizzato da Arrigo Sacchi principalmente come vice-Donadoni. Nel 1991 passa alla Lazio, dove vive 2 stagioni con alterne fortune prima della svolta decisiva della sua carriera: il passaggio al Foggia delle meraviglie allenato da Zdenek Zeman. Agli ordini del tecnico boemo, Stroppa gioca la migliore stagione della propria carriera con 30 presenze ed 8 gol in serie A, coronando un anno fantastico con 4 presenze nella nazionale allora guidata da Arrigo Sacchi. Torna l'anno dopo al Milan e si perde nel disastro dei rossoneri di quell'anno. Passa poi all'Udinese, al Piacenza, Brescia, Genoa, Alzano Virescit, Avellino (ancora con Zeman, ndr), Foggia e Chiari. In nazionale vanta 7 presenze e 3 gol con l'Under 21 e 4 gettoni con la Nazionale maggiore. Da calciatore ha vinto una Coppa dei Campioni, 2 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali e un bronzo agli europei di calcio Under 21.
Da allenatore ha iniziato con le giovanili del Milan dove è stato dal 2007 al 2011. Alla guida della primavera rossonera ha conquistato una Coppa Italia nel 2010 superando in finale il quotato Palermo. A Giugno 2011 è stato esonerato dal club meneghino per mancanza di risultati. All'inizio della stagione appena conclusa è stato ingaggiato dal Sudtirol Alto Adige, con la quale ha raggiunto un positivo settimo posto in Prima Divisione sfiorando i Play-off.
Andrea Sacchini